Il maresciallo Pezzulo crivellato di colpi

bROMA./bb E' sceso dal blindato ed è stato crivellato dai colpi Giovanni Pezzulo, il primo maresciallo dell'Esercito ucciso mercoledi nella valle di Uzeebin, 60 chilometri da Kabul, durante una missione per distribuire aiuti a un villaggio. «Ci hanno sparato con armi automatiche da una scarpata», ha detto ai magistrati che l'hanno interrogato ieri in ospedale Il 'ranger' Enrico Mercuri, ferito nell'agguato. L'autopsia si è svolta ieri, poche ore dopo l'arrivo della salma di Pezzulo.BR /b Il dottor Ozrem Carella, che ha compiuto l'accertamento su incarico del pool antiterrorismo della procura di Roma, ha stabilito che il sottufficiale è stato centrato da una quindicina di colpi, tutti letali, che hanno trapassato il corpo e sono poi fuoriusciti. Una pioggia di fuoco. Il maresciallo Mercuri, sentito nel pomeriggio dal pm Giancarlo Amato nell'ospedale del Celio, dove è ricoverato per una ferita a una gamba, avrebbe sostanzialmente confermato che è stato un agguato. «Hanno sparato con armi potenti, automatiche, da una scarpata sovrastante la strada in cui ci trovavamo. Pezzulo è sceso dal nostro mezzo blindato e quando è stato colpito sono sceso a mia volta per soccorrerlo», ha detto il sottufficiale degli alpini paracadutisti che faceva parte del dispositivo di sicurezza.BR Pezzulo - stando al racconto di Mercuri - sarebbe sceso dal veicolo blindato su cui si trovava quando era già cominciata la sparatoria, forse temendo che il mezzo potesse essere colpito da un razzo. Gli inquirenti romani intendono ora recuperare il mezzo colpito dai talebani e portarlo a Roma per sottoporlo a una serie di accertamenti balistici. Inoltre convocheranno gli altri occupanti del blindato rimasti illesi per sentirli come testimoni. A fornire una ricostruzione dell'accaduto sarà anche il Governo, che lunedi prossimo riferirà davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Montecitorio.BR La salma di Pezzulo, intanto, ieri pomeriggio è arrivata alla caserma Fiore di Motta di Livenza (Treviso), sede del Cimic Group South, il reparto di appartenenza del maresciallo. Prima di lasciare la capitale, all'aeroporto di Ciampino, c'è stato il saluto da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dal ministro Parisi. Il capo dello Stato si è quindi recato al policlinico militare del Celio, dove ha fatto visita al maresciallo Mercuri e incontrato i suoi familiari.BR Nella caserma Fiore la camera ardente è stata allestita nella sala intitolata al lagunare Matteo Vanzan, ucciso a Nassiriya, dove lo stesso Pezzulo si trovava il giorno della strage del 12 novembre 2003. A fare da sottofondo canzoni dei Nomadi; sulla bara, sopra la bandiera, alcune fotografie ed un orsetto di peluche. Ai lati, accanto al picchetto d'onore, la moglie Maria e la figlia Giusy, i fratelli e le cognate. Oggi i funerali, alle 10,30, nel duomo di Oderzo, il comune del trevigiano dove Pezzulo viveva, tappezzato dai tricolori. Bandiere alle finestre (il «gesto di solidarietà» chiesto dai familiari) anche a Carinola (Caserta), il comune dove era nato e dove abitano i suoi parenti.BR