Luigina Zambianchi può tornare a Voghera

b PAVIA./b Il braccio di ferro tra Luigina Zambianchi e l'azienda ospedaliera si è concluso. Il giudice del lavoro di Pavia, venerdi pomeriggio, ha stabilito che l'ex direttrice sanitaria del San Matteo, in aspettativa dall'Azienda ospedaliera, dovrà rientrare in servizio nella sede di Voghera. Una sentenza che accoglie in toto le richieste della ricorrente, che lamentava un trattamento discriminante dopo il suo rientro in servizio nel posto di lavoro originario, lasciato nel 2001 per ricoprire un incarico al San Matteo di Pavia. L'Azienda ospedaliera incassa. Il direttore generale Luigi Sanfilippo si prepara ad ottemperare al provvedimento ma preannuncia che «nel dispositivo del giudice i legali ravvisano i margini per un ricorso». «L'azienda ospedaliera non ha spazi nell'immediato per la pronta esecuzione del giudicato - spiega Sanfilippo -. Ma lunedi adotterò il provvedimento cosi come stabilito dal giudice del lavoro. Fermo restando naturalmente che valuteremo la possibilità di impugnare la sentenza».BR Nel frattempo l'azienda notificherà il provvedimento anche all'attuale direttore sanitario di Voghera, Angela Moneta, per consentirle di cautelarsi. L'ufficio destinato ora a Luigina Zambianchi è occupato infatti da Angela Moneta.BR L'Azienda dissente, a quanto pare, sul fatto che il dispositivo non riconosca al direttore generale la facoltà di destinare i propri dirigenti in autonomia nelle sedi che ritiene più opportune.BR In difesa di Luigina Zambianchi era intervenuto una settimana fa, suscitando non poche polemiche anche all'interno del suo stesso partito, il consigliere regionale della Lega Nord Lorenzo Demartini che esprimeva solidarietà alla Zambianchi e chiedeva di «tenere fuori dall'azienda ospedaliera beghe personalo o politiche». (m.g.p.)BR