Le donne scendono in piazza
BR bROMA. /bÈ una «dichiarazione di guerra» e alle guerre si risponde con la mobilitazione, dicono le donne dell'Udi. Il blitz della polizia nel reparto ostetricia del Federico II di Napoli scatena un putiferio e scalda la contesa elettorale.BR Tre i piani di discussione. C'è quello giuridico, quello politico e quello umano. Sul piano giuridico ci si chiede se fosse ammissibile o no il blitz con le volanti che arrivano a sirena spiegata, gli agenti che fanno irruzione in un reparto ospedaliero, il tutto solo su una segnalazione anonima e vaga. Se fosse giusto, davanti alla manifesta regolarità della situazione, l'interrogatorio immediato di una paziente ancora sotto gli effetti dell'anestesia e, per di più, appena uscita da un intervento drammatico come l'interruzione di gravidanza.BR Il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, ha «letto con responsabile apprensione la notizia e ha chiesto al procuratore generale Vincenzo Galgano, se tale intervento sia stato disposto, e con le suddette modalità, dalla procura di Napoli». Ma si muove anche il Csm. «Appare indispensabile una verifica rigorosa della sussistenza delle condizioni di legge e l'adozione di modalità esecutive compatibili con il rispetto della persona, specie se in situazione di difficoltà o debolezza», scrivono in un documento le consigliere, laiche e togate, del Csm. I colleghi uomini del Csm si associano.BR E qui c'è l'aspetto umano della vicenda. Perché la questione sta proprio nella «difficoltà e debolezza» di Silvana S., 39 anni, napoletana trapiantata ad Arzano dove vive con la mamma, che ha dovuto fare la scelta terribile di interrompere la gravidanza perché il feto risultava affetto dalla sindrome di Klineferter. E' li, sotto choc, e si vede piombare davanti gli agenti mandati dal pm Vittorio Russo su una segnalazione anonima che parla di una donna che sta partorendo in un bagno, uccidendo il bimbo. Tutt'altra storia.BR Dal piano umano si slitta a quello politico. «E' il sintomo di un clima di tensione inaccettabile, sono profondamente turbata», dice il ministro della Salute, Livia Turco. E Giovanna Melandri, ministro dello Sport, definice «agghiacciante» l'intervento della polizia. Oggi davanti al ministero della Salute ci sarà il sit-in convocato da un'assemblea delle donne tenuta ieri a Roma, un altro sarà a Napoli, altri a Bologna e Milano. «Quella di Napoli è stata una dichiarazione di guerra annunciata, preparata, provocata e istituzionale, da quando lo Stato e la politica hanno abdicato alla loro responsabilità e alla scelta di laicità», dice il documento votato dalle donne romane. Poi la proposta che l'8 marzo diventi una giornata di difesa della legge 194.BR Sono politica anche Giuliano Ferrara che dice «in quell'ospedale ieri è morto un bimbo», Luca Volonté, Udc, che dice che l'aborto c'è stato solo perché «i medici non volevano far nascere un bimbo sterile, questa si chiama eugenetica». «Binetti e Ferrara ci riportano nel medioevo», dice Bonelli, Verdi. «Io penso che la legge 194 sia un'ottima legge, che ha ridotto del 45% il numero degli aborti. Non trasciniamo questi temi in campagna elettorale», taglia corto Veltroni.BR
Alessandro Cecioni