Blitz anticosche, ondata di arresti

BR b PERUGIA. /bbUna vasta operazione dei carabinieri ha smantellato un'organizzazione criminale con interessi in vari settori, dal turismo alla costruzione di centrali elettriche, alla realizzazione di centri commerciali. I magistrati di Perugia hanno firmato 57 ordinanze di custodia cautelare. Fra gli arrestati spicca il nome di Pasquale Tripodi, 50 anni, esponente dell'Udeur, ex sindaco di Bova Marina e fino all'altro ieri assessore al turismo della Regione Calabria. Con lui sono finiti in manette anche esponenti del mondo bancario.BR /b In manette anche un gruppo di mafiosi che, per riciclare i proventi illeciti di droga ed estorsioni, avevano dato vita ad alcune società immobiliari. Venti arresti sono stati eseguiti in Calabria. Fra questi anche il sindaco di Staiti, Vincezo Ielo; il vicesindaco di Brancaleone, Gentile Scaramuzzino e un tecnico dello stesso comune, Domenico Vitale.BR Al centro delle indagini condotte dal Ros (Raggruppamento operazioni speciali) dei carabinieri c'è un sodalizio di tipo mafioso, collegato al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della 'ndrangheta dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti. Questi esponenti della cosca si erano infiltrati nel settore dell'edilizia e nel mercato immobiliare. L'operazione è stata coordinata dai magistrati della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Perugia perché era in Umbra che la cosca cercava di ripulire i denaro sporchi. A Perugia, appunto, venivano costituite società che poi operavano sul mercato immobiliare e partecipavano ad appalti in Calabria.BR Il lavoro degli investigatori è stato lungo e complesso. Gli inquirenti hanno accertato, in particolare, che gli interessi illeciti dell'organizzazione puntavano sugli appalti legati alle centrali idroelettriche, come quella della Vallata dello Stilaro, nel comune di Bivongi (Reggio Calabria), ed ad infrastrutture turistiche calabresi. Infatti nel comune di Brancaleone (Reggio Calabria), in località Costa dei Gelsomini, c'era il progetto di costruire un villaggio turistico e un centro commerciale. Le società, con sede in Umbria, erano riconducibili agli indagati e riuscivano ad avere capitali freschi grazie ai versamenti delle quote effettuati dagli imprendiori controllati dalla cosca.BR Per i magistrati della Dda, l'organizzazione utilizzava metodi mafiosi nell'ambito del traffico di stupefacenti e nel traffico di auto rubate. Si è scoperto che in Umbria lo spaccio della droga era affidato da un gruppo di albanesi e di pregiudicati locali.BR Secondo i carabinieri, queste società riuscivano a imporsi anche grazie a prezzi concorrenziali. E riuscivano a mantenere prezzi bassi utilizzando materiali scarsi nelle costrzioni e violando 'sistematicamente" e normative sulla sicurezza del lavoro. La manodopera, infatti, era in buona parte costituita da extracomunitari clandestini.BR Uno degli arrestati, Luigi Martelli, nel corso di una telefonata intercettata (nel dicembre 2006) parla espressamente dell'assessore Tripodi. «Ci hanno aperto totalmente le porte - dice - perché là c'è l'anello di congiunzione con il politico... Pasquale Tripodi di Bova... hai capito?... Infatti l'altra sera abbiamo mangiato con lui... ed è colui che firmarà le concessioni delle centrali idroelettriche ed è colui che firmarà...i tassi... i fondi perduti per lo sviluppo del turismo per quanto riguarda la Costa dei Gelsomini». Secondo Martelli, la trattativa era andata a buon fine grazie alla ritrovata allanza tra due gruppi criminali e Pasquale Tripodi, quest'ultimo avrebbe garantito le previste concessioni e l'erogazione di fondi per la rivalutazione turistica della Costa dei Gelsomini.BR

Gigi Furini