Cella: «Lombroso ispira la mia pittura criminale»
b MILANO./b bArte al Teatro dell'Arte. Al Crt di Milano il cabaret incontra enogastronomia e arti visive, con un evento diverso ogni lunedi. Ad accompagnare lo spettacolo di lunedi 18 aprile con Sergio Sgrilli (volto noto di Zelig) e il conclusivo bicchiere della staffa da 'sorbire" insieme con l'attore, è di scena la personale del pavese Gianni Cella. L'artista espone nel foyer una decina di opere di recente produzione.BR /b Tra queste anche l'installazione 'Orologio di Lombroso", ispirata ai suoi ultimi lavori sulla 'pittura criminale".BR b Ci spieghi meglio questa 'pittura criminale"?BR /b«Mi sono ispirato a Lombroso, antropologo, criminologo e giurista italiano della fine dell'800, uno dei pionieri degli studi sulla criminalità. Ho riletto i suoi testi e ho reinterpretato le sue teorie. Egli dedusse che i criminali portavano tratti anti-sociali dalla nascita, per via ereditaria. E delineò cosi veri e propri tratti somatici del delinquente. Io, semplicemente, li ho fatti miei».BR bSarcasmo e cinismo, sono due ingredienti forti della sua arte. Come mai questa scelta?BR /b«Tutti possiedono ancora delle pulsioni adolescenziali. Io le verifico e freddamente le traduco in opere d'arte. Mi sento un eterno bambino, ma a differenza dei bimbi che sono cinici volontariamente, io razionalizzo questo sentimento».BR bAgisce consciamente quindi?BR /b«Assolutamente si. È sempre la ragione che predomina nella traduzione, nel passaggio dalla pulsione adolescenziale al mondo adulto. Di solito parto da una suggestione verbale, da un nome, frase, espressione che ho sentito in giro. Un po' come faceva Duchamp, io dipingo non per dipingere: sono il titolo e il concetto che fanno l'opera. Prima viene l'idea col suo titolo, e poi penso a come realizzarla».BR bUn po' come un gioco?BR /b«Gioco con tutto, sono attratto dal paradosso e dall'assurdità. Vivo in un mondo fatto di sproporzioni e personaggi surreali, mi diverto a spiazzare, a proporre la realtà sotto altri punti di vista».BR bOvvero?BR /b«Inserisco distorsioni in un sistema che tutti conoscono, e cosi le mie opere assomigliano a ready made recuperati nel patrimonio, nell'immaginario collettivo, per un'arte che è a portata di tutti. Il mio è un impatto visivo che usa un linguaggio e codici comuni, comprensibili a tutti». (c. arg.)BR BR GIANNI CELLA, fino al 25 febbraio, CRT-Teatro dell'Arte Milano. Info, tel. 02/881298.BR