An e Azzurri rimpiazzano i due capigruppo in fuga

b PAVIA./bb Nel continuo apparire e scomparire di indiscrezioni su presunti movimenti tra i banchi dei consiglieri di maggioranza, la giunta Poma sta facendo i conti con il suo nuovo parterre di fedelissimi. Via Gianluigi Secchi (Fi) e Bruno Tagliani (An), che sono andati a formare il gruppo de 'Il Popolo delle Libertà" i due partiti si sono dati altrettanti nuovi capigruppo.BR /b A reggere le sorti pavesi di Alleanza nazionale in consiglio provinciale sarà Carlo Nola; a coordinare i consiglieri di Forza Italia è stato chiamato invece Alessandro Panigazzi.BR Intanto i due primi adepti del Popolo delle libertà-Provincia di Pavia, iniziano il nuovo corso. E osservano. Il clima nei loro confronti non era, e non è, dei più distesi. A partire dal presidente della Provincia, Vittorio Poma, e dal coordinatore provinciale degli Azzurri, Marco Bellaviti, che da subito hanno sentenziato: «Secchi e Tagliani non faranno più parte della maggioranza».BR Ma il nuovo gruppo potrebbe raccogliere non solo critiche. Nei prossimi giorni si vedrà se a saltare la barricata saranno altri consiglieri. Di nomi ne circolano parecchi: tutti ora smentiscono. Ma c'è chi giura che è questione di giorni.BR Anche la giunta Poma sta osservando il panorama, che, se mutasse ulteriormente a favore del nuovo gruppo consigliare, potrebbe mettere del tutto in difficoltà la maggioranza. E' un problema di voti.BR Due consiglieri in meno al fianco di Poma significano sedici voti (anzichè diciotto), che con l'aggiunta di quello del presidente tengono testa ai dodici dell'opposizione. Il problema si porrebbe quando Secchi e Tagliani decidessero di votare contro la giunta Poma, allineandosi cosi alla minoranza. E il problema si aggraverebbe se al gruppo del Popolo della libertà si aggregassero altri consiglieri del Centrodestra insoddisfatti.BR Il richiamo di Secchi e Tagliani è forte. Nel loro documento politico sottolineano: «Sta mancando il collegamento con quel territorio che ci ha espresso elettoralmente, con il quale non riusciamo più a dialogare con efficacia. Dobbiamo cambiare metodo e passo, ma non possiamo aspettarci che lo facciano gli altri». E della Provincia dicono: «Stiamo mancando in tutte le occasioni più importanti, e di fatto la nostra Provincia non ha più un ruolo, Provincia che noi non vogliamo trascinata verso und eclino fatto di professionalità non valorizzate e di occasioni perse». (d. z.)BR