Berlusconi: voto utile solo a noi e al Pd

BR bMILANO./bb Per l'avvio della campagna elettorale Silvio Berlusconi sceglie piazza San Babila a Milano, dove per la prima volta 3 mesi fa, dal predellino della sua auto, lanciò il popolo delle libertà e annunciò la fine di Forza Italia. Ora, davanti agli esponenti dei circoli di Vittoria Brambilla, il Cavaliere spiega il senso della lista unica An-Forza Italia federata con una Lega «che si presenterà solo al Nord».BR /b E avverte gli alleati recalcitranti, a partire dall'Udc: bisogna votare comunque uno dei due poli, Pdl o Pd. Dare il consenso fuori da questa alternativa è dannoso, parola di Silvio Berlusconi: «I voti dati fuori dal bipolarismo sono voti inutili, sprecati, anzi pericolosi».BR Il primo passo verso le elezioni è dunque dire no allo spreco dei voti lanciando cosi bordate ai piccoli partitini. «Il frazionamento della politica è un male», ha sottolineato il leader del Pdl, e la grande novità delle prossime elezioni non è la divisione nella sinistra e il Pd ma il grande schieramento del Popolo della Libertà. Un obiettivo che inseguivo da sempre. Un sogno che sto realizzando con Gianfranco Fini», ha detto il Cavaliere.BR La versione pacata di Silvio Berlusconi calma la platea del Teatro Nuovo, dove sono confluiti i rappresentanti dei (cifre di Maria Vittoria Brambilla) 6454 Circoli delle Libertà che lo sosterranno. Dalla platea partono alcune grida: «Mastella no!, non lo vogliamo». Il leader del centro destra non si è scomposto spiegando come in politica la riconoscenza sia un valore e Mastella è stato fondamentale per far cadere Prodi.BR Camicia scura, senza cravatta su consiglio della figlia e sorriso stampato dopo una nottata trascorsa a discutere con Umberto Bossi. Cosi, il Cavaliere si è presentato spiegando il progetto politico: «Bossi porterà il suo simbolo al Nord e lascerà spazio a noi dal Lazio in giù».BR «Il Pdl non è nato ieri, ma il giorno della grande manifestazione a Piazza San Giovanni a Roma e ora dobbiamo guardare agli interessi del Paese, dobbiamo consolidare in Parlamento una unica grande forza politica liberale», ricorda Berlusconi che annuncia la nascita di un esercito di 120 mila «difensori del voto» da schierare ai seggi e che, anche questa volta, non rinuncia a qualche nota di colore: «Bush, Putin e Blair mi hanno chiesto di lavorare nel mio gruppo».BR Silvio Berlusconi torna indietro di 14 anni, quando scese in campo. Il programma politico è lo stesso. «Non c'è una parola da cambiare dei valori e dei principi fondamentali della nostra politica», ha detto guardando Michela Vittoria Brambilla, la sua pupilla rossa che ha in pugno i Circoli della Libertà. Poi il Cavaliere, con astuzia, elogia e attacca il Pd: «Non è certo il partito di Veltroni, ma quello di Prodi. E la scelta di fondere i Ds con la Margherita e dare vita al Pd che va da solo è stata necessaria per sfuggire all'abbraccio mortale con la sinistra estrema e comunista. Ha fallito Prodi, ha fallito l'Unione. La nascita del Pd avviene in ritardo rispetto ad altri paesi. Lo hanno già fatto i laburisti inglesi e i socialisti tedeschi e i francesi. Era ora che la sinistra italiana iniziasse a capire qualche cosa. Speriamo che sia una svolta storica e non solo elettorale. All'Italia serve una sinistra democratica. Auguri!».BR

Roberta Rizzo