L'Ocse avverte: «Attenti alla recessione»

bTOKYO. /bbL'Ocse vede un preoccupante rallentamento per l'economia globale e il commissario europeo agli Affari monetari, Joaquin Almunia, stima che «le turbolenze sui mercati finanziari continueranno». A poche ore dalla riunione di Tokyo dei ministri finanziari e dei governatori del G7, la congiuntura negativa dell'economia preoccupa e sembra coinvolgere ormai l'intero pianeta. Al punto che gli operatori guardano con fiducia all'ipotesi che anche la Bce possa tagliare i tassi.BR /b L'ipotesi, secondo l'esempio della Fed Usa, è di un doppio intervento al ribasso, ad aprile e giugno. L'euro, non a caso, è debole sui mercati valutari in scia a quanto affermato dal presidente della Bce, Trichet, che pur lasciando invariati i tassi al 4% ha espresso timori sul rallentamento della congiuntura, aprendo con questo la strada a possibili riduzioni del costo del denaro. Il segretario al Tesoro americano, Henry Paulson, anticipa che al vertice dei Sette Grandi spiegherà che gli Stati Uniti continueranno a crescere, anche se a un passo più lento per un po' di tempo. «Sono ancora convinto - spiega l'ex numero uno di Goldman Sachs - che avremo la crescita, pur se a un ritmo minore di qualche tempo fa. I rischi sono soprattutto al ribasso e sono in gran parte legati al mercato immobiliare». Paulson aggiunge che il messaggio da consegnare vuole essere rassicurante, a maggior ragione dopo il via libera del Congresso a misure per il rilancio della crescita del valore di 150 miliardi di dollari. «L'economia è sostanzialmente in buona salute e nessuno - aggiunge - cresce senza interruzione: ci sono alti e bassi, ma crediamo di essere sani». Il superindice di dicembre dell'Ocse, intanto, registra un meno 0,3 a 99,1 punti. Sui 12 mesi il calo registrato nei Paesi che aderiscono all'organizzazione di Parigi è di 2,1 punti. Più accentuata la flessione dell'Italia, con un -1,2 a 95,3 punti su base mensile e -3,4 su quella annuale. Per la nostra economia le prospettive tendono al rallentamento, mentre per la zona euro il superindice registra un -0,4 a 98,1 punti rispetto a novembre e -2,2 rispetto al dicembre 2006. Le prospettive del ciclo di crescita, in questo caso, sono di rallentamento moderato. Per gli Usa l'Ocse segnala un -0,7 a 99,8 punti su base mensile e -1,8 su quella annuale, con prospettive di flessione per la prima economia al mondo. «Le condizioni economiche mondiali - riassume Almunia - presentano grosse sfide. In base alle previsioni, le turbolenze sui mercati continueranno più a lungo di quanto si potesse ipotizzare».BR b Borse. /bChiusura di settimana nervosa per i mercati mondiali, dopo il calo registrato nella mattinata a Tokyo (-1,44%) in seguito al dato sugli ordini di macchine industriali superiore alle attese. Nel Vecchio Continente gli indici sono arretrati, dopo un avvio positivo, a seguito delle previsioni sulla crescita dei Paesi Ocse e dell'aumento del rischio di insolvenza delle società europee, per riprendere poi quota sulla scia dell'andamento del Nasdaq. Milano ha chiuso a -0,52%.BR