Rosa Bianca, nasce la casa dei moderati
bROMA./b Una Rosa bianca per scardinare con un grimaldello il bipolarismo italiano. Savino Pezzotta, Bruno Tabacci e Mario Baccini presentano alla stampa il movimento politico nato da una costola dell'Udc che debutterà alle prossime politiche nel tentativo di aggregare i moderati di entrambi gli schieramenti.BR «Certo ognuno di noi che è qui oggi avrebbe potuto agevolmente salire su tavoli più sicuri ma abbiamo preferito rischiare con un progetto che mette in campo la nostra idea morale delle politica», premette l'ex segretario della Cisl che ha rotto gli indugi e ha scelto di fare politica attiva di fronte alla constatazione del fallimento della Seconda Repubblica.BR Il neonato partito, che i soci fondatori definiscono però movimento, si è dotato di una struttura di vertice per la sua corsa in solitaria: Pezzotta sarà presidente, Baccini segretario, Tabacci correrà da premier. «Siamo convinti della necessità di una presenza moderata ma critica, diversa dalle altre perchè noi siamo moderati ma rigorosi», dice l'inventore del Family day, evocando «un moderatismo radicale». Tutela della famiglia, rimodulazione dello stato sociale e forte attenzione al Mezzogiorno perchè possa migliorare il gap Nord-Sud saranno i punti forti del programma della Rosa Bianca.BR Ma chi saranno gli alleati? I soci fondatori non si sbilanciano. Tabacci la prende alla lontana. «Ci hanno definito velleitari ma io preferisco essere velleitario e camminare con la schiena dritta», premette con evidente allusione a Casini. «Berlusconi? E' il leader di una destra populista e non moderna, poi c'è la sinistra garibaldina e radicale di Bertinotti nei confronti della quale ho comunque rispetto», aggiunge. E Veltroni? «Guardo al partito di Veltroni con simpatia anche se lo avverto non può occupare il centro», risponde. «Noi siamo qui e siamo al centro», rincara Pezzotta che non pone limiti alla provvidenza circa il risultato delle urne augurandosi, «il massimo possibile».BR Lusinghieri giudizi sulla Rosa bianca arrivano da Piero Fassino e da Antonio Di Pietro. L'Italia dei valori però non correrà insieme a Pezzotta e Tabacci, sempre che si concretizzi l'accordo con il Pd. «Siamo due cose diverse» dice infatti Di Pietro a chi lo interroga in proposito, facendo il tifo perchè «personalità come Tabacci possano tornare in Parlamento». Il leader di Idv però non chiude del tutto il discorso: «Ci auguriamo comunque se non oggi un domani di poter condividere con la Rosa bianca un percorso». (m.b.)BR