Al Maserati la radio dei lager
bVOGHERA. /bBastò una scatolina di latta, precario strumento ricevente realizzato con mezzi di fortuna, per restituire fiducia e speranza ai deportati del lager tedesco di Sandbostel, con le notizie captate dall'esterno sull'avanzata sempre più travolgente degli Alleati e dell'Armata rossa. E' la storia incredibile e straordinaria di Radio Caterina, piccolo ricevitore a onde medie che, miracolosamente, non venne mai scoperto dai carcerieri nazisti e che, nei lunghi mesi di prigionia, stabili un legame fra i nostri compatrioti deportati in Germania e il mondo di fuori. Una storia che verrà visitata domani mattina all'istituto Maserati di Voghera, in occasione del Giorno della Memoria. «Presenteremo la copia di 'Radio Caterina" realizzata da Guiada, responsabile dei radioamatori vogheresi - spiega la professoressa Maria Teresa Quaglini, coordinatrice del progetto scolastico - e la documentazione raccolta dai nostri studenti che stanno realizzando un ulteriore modello. Verrà, inoltre, proiettato un filmato sulle vicende della deportazione e della persecuzione razziale in Italia».BR All'incontro, in programma nell'aula magna dell'istituto di via Mussini sono stati invitati alcuni testimoni diretti, fra i quali Claudio Sommaruga, che fu recluso a Sandbostel, oltre a Rosalba Mezzorani, artefice della riscoperta di Radio Caterina, la cui copia verrà donata a fine mese al Museo storico per esservi esposta. Saranno presenti anche il preside Candido Meardi e Carla Angeleri, coordinatrice del corso di storia del Novecento.BR Nel corso della cerimonia, verrà ricordata anche la figura di Marco Barbieri, il medico condotto di Cervesina recentemente deceduto, che fu a sua volta deportato nei lager con Sommaruga e Giovanni Guareschi, il famoso scrittore e polemista emiliano che diede vita, tra l'altro, alla saga di Peppone e Don Camillo.BR