Gianfranco Jannuzzo al Manzoni di Milano Una prova d'attore irresistibile e scoppiettante

b MILANO./b bUna commedia graffiante che gioca con ironia sui luoghi comuni degli attori per raccontarne con spregiudicatezza il lato debole. Un testo disincantato ed amaro, sofisticato e un po' malinconico, 'Il divo Garry" di Noel Cöward. Un po' teatro nel teatro, porta in primo piano Garry Essendine, attore viziato dal successo e dalle donne, uomo affascinante benché non più giovanissimo, con tutto il suo bagaglio di vizi e manie tipiche dello star system. La sua esistenza è stressata dall'invadenza insopportabile non solo di avvenenti seduttrici, squattrinati commediografi, produttori ed agenti.BR /b Ci si mettono, infatti, anche la giovane aspirante attrice Dafne, l'affascinante e arrivista amica Joanna, la segretaria tuttofare un po' troppo 'presente" e protettiva e l'ex moglie Liz distaccata e cinica. Mentre gli gravano addosso la paura degli anni che avanzano e si prepara ad affrontare una nuova tournée. Favorendo la giocosità del copione, la regia di Francesco Macedonio orchestra la sua messinscena con il dinamismo di una farsa scoppiettante. E Gianfranco Jannuzzo ne approfitta. Fragile e narciso, irresistibile e gigione, si pavoneggia sfruttando il ruolo e le battute. A conferire smalto allo spettacolo ci sono anche le sue donne: l'eccellente Daniela Poggi, l'ingenuamente maliziosa Alberta Izzo, la fatale Danila Stalteri. (f. cor.) Al Teatro Manzoni di Milano fino al 2 marzo.BR