Repubblicani, Romney getta la spugna
BR bNEW YORK. /bbColpo di scena sul versante repubblicano della corsa alla Casa Bianca. A tre giorni dalle primarie del SuperTuesday il candidato mormone Mitt Romney esce di scena. Non si è ritirato ufficialmente, ma ha annunciato che sospende la sua campagna elettorale. Si tratta di una passo intermedio per prendere tempo e decidere poi che indicazioni dare ai suoi delegati.BR /b «Se la corsa alla Casa Bianca fosse solamente per me stesso potrei pensare di portarla avanti, ma penso sia meglio che io mi tiri indietro per il bene del nostro partito e del nostro paese», ha dichiarato ieri Romney affermando che la sua continua presenza fra i candidati repubblicani aiuta indirettamente Hillary Clinton e Barack Obama perchè rende più frammentato il voto dei repubblicani.BR «E non ci possiamo permettere di correre il rischio che il prossimo presidente Usa sia qualcuno che ordini la ritirata dall'Iraq come se fossimo stati sconfitti».BR La decisione di Romney è destinata ad avere un forte impatto sulla campagna elettorale. John McCain ha ottenuto ottimi risultati durante le primarie del SuperTuesday in ventidue stati. In un giorno solo si è aggiudicato 600 delegati che, sommati a quelli che aveva già accumulato prima, significa un totale di 689 delegati che voteranno per lui alla Convention di agosto. Fino alle primarie di martedi si pensava che Romney sarebbe stato il candidato numero due sul fronte repubblicano. Ma l'ex predicatore battista Mike Huckabee ha ottenuto risultati insperati soprattutto fra i cristiani fondamentalisti e in generale i repubblicani del sud.BR È emerso con una forza che nessun sondaggio aveva colto e ora si parla addirittura di lui come di un possibile vicepresidente in team col senatore McCain. Mentra martedi Romney aveva preso solamente 106 delegati Huckabee era riuscito a portarne a casa 149, un grande successo soprattutto alla luce del fatto che la sua campagna elettorale ha speso di gran lunga meno che non gli altri contendenti.BR Il futuro tuttavia non è necessariamente semplice per l'ex predicatore battista. È affabile e sa parlare bene in pubblico, due caratteristiche sicuramente importanti in campagna elettorale, ma è a corto di soldi ed è particolarmente debole sui temi di politica estera. Significa che se McCain dovesse vedere in lui l'uomo giusto per tirare a casa i voti della destra conservatrice avrà però un compagno di cordata vulnerabile al momento dei dibattiti con lo sfidante democratico.BR Il Super Tuesday tuttavia ha dimostrato senza ombra di dubbio che McCain è debole fra i cristiani fondamentalisti. E senza il loro voto la scalata alla Casa Bianca diventa più difficile.BR I dubbi di questa fascia dell'elettorato sono emersi chiaramente ieri quando McCain ha fatto un intervento al Convegno annuale del Conservative Political Action. Applausi contenuti per McCain quando ha preso la parola dicendosi certo di essere vicino alla nomination. Ma il pubblico conservatore è esploso in un applauso fragoroso quando ha fatto il nome di Huckabee. (a.v.)BR
dal corrispondente