«Che errore quel no al termo»

b MORTARA./bb «Anche Mortara avrebbe potuto eliminare l'Ici sulla prima casa se avesse avuto il termodistruttore dei rifiuti sul proprio territorio». Il sindaco Roberto Robecchi, nel commentare la decisione del Comune di Ferrera di non far più pagare ai suoi cittadini l'imposta sugli immobili, ricorda una vicenda che, più di 10 anni fa, divise la città. Dopo roventi polemiche Lomellina Energia scelse di accettare l'offerta del Comune di Parona, allora guidato dal sindaco Silvano Colli, voltando le spalle a Mortara, che nel periodo 1994-1998 aveva come sindaco Robecchi.BR /b Il sindaco abbraccia la scelta del Comune di Ferrera e va oltre: «Ha sul suo territorio un polo industriale come l'Eni che permette introiti milionari. Cosi succede per Parona grazie al termo: io, dieci anni fa, proposi di ospitare questo impianto, ma la città si oppose». Oggi a capo di una giunta leghista, allora Robecchi era stato da poco eletto sindaco con una lista di Forza Italia. Erano gli anni in cui la Lomellina era stata indicata come l'area su cui sarebbe sorto un termodistruttore dei rifiuti solidi urbani. Robecchi avanzò la candidatura di Mortara, ma in città si formò una schiera di agguerriti oppositori guidati dall'ex sindaco Giuseppe Abbà (Rifondazione comunista). «Le nostre erano motivazioni ambientali: ritenevamo, come riteniamo oggi, che prima di costruire inceneritori si dovesse lavorare sul fronte della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti - spiega oggi Abbà -. Solo dopo aver concluso questi due passaggi, la frazione residua si potrebbe spedire all'incenerimento. Allora ricordo che la nostra campagna anti-termo comprendeva la moratoria sugli impianti: quelli esistenti in Lombardia sarebbero stati sufficienti, se si fosse avviata una raccolta differenziata seria». Rifondazione, rappresentata in consiglio comunale da Abbà e Donatella Forti, iniziò una campagna a tambur battente contro l'ipotesi del termodistruttore a Mortara. «Con noi c'era anche tutto il mondo ambientalista. E ricordo che anche la Lega Nord mortarese, oggi in giunta con Robecchi, allora non era troppo favorevole al termodistruttore: il suo candidato sindaco del 1994, Luigi Ferrari Bardile, si era più volte dichiarato contrario». A ogni modo, oggi un impianto per l'incenerimento dei rifiuti farebbe comodo a Robecchi, quanto meno sotto l'aspetto economico. «Quest'anno siamo stati costretti a introdurre l'addizionale Irpef per far quadrare il bilancio: non l'avremmo fatto se avessimo avuto impianti come il termodistruttore - aggiunge -. Qualcuno mi spieghi che cosa cambia, sotto l'aspetto ambientale, avere un termodistruttore a poche centinaia di metri dalla città. Oltre tutto, i controlli sono ferrei e non c'è pericolo per la salute».BR bUmberto De Agostino /b