Una battaglia di perizie fra accusa e difesa

bGARLASCO. /bNon si escludono nuovi colpi di scena, ovviamente. Ma l'accusa ha già giocato molte - se non quasi tutte - delle sue carte, con la relazione del medico legale, le perizie scientifiche e sul computer dei Ris, la ricostruzione del colonnello Garofano, i rilievi tridimensionali sulla scena del crimine. La difesa e la parte lesa (i Poggi), invece, devono ancora depositare in procura le loro controperizie, basate sull'analisi di tracce e impronte rilevate dai Ris, e su rilievi autonomi nella villa. Alberto è rappresentato dagli avvocati Angelo Giarda, Giuseppe e Giulio Colli. Ha scelto come periti il medico legale Francesco Avato e il genetista Matteo Fabbri.BR La difesa tenterà di smontare l'ipotesi del sangue di Chiara sui pedali, dimostrando che si tratta di materiale non organico. E che per Alberto era possibile avvicinarsi al corpo, senza sporcarsi le scarpe di sangue. E ancora: anticipa l'ora della morte alle 9-9.30 del mattino, promettendo una ricostruzione del delitto che porterà la procura a indagare in direzioni diverse, accantonando le accuse ad Alberto. Una parte importante avrà anche la controperizia sul computer. Fondamentale per l'alibi del ragazzo, che dice di aver trascorso la mattina del 13 agosto in casa sua, a lavorare alla tesi di laurea sul pc. Secondo i Ris invece, il computer di Alberto Stasi è stato acceso per buona parte della mattinata, fra le 10,15 e le 12,30. Ma senza essere usato, a parte pochssimi minuti. Una tesi che la difesa contesta.BR I Poggi sono rappresentati, come parte lesa, dall'avvocato Gianluigi Tizzoni. Sta lavorando ad una perizia il loro consulente Marzio Capra, ex ufficiale dei Ris. Anche Capra ritiene impossibile fra l'altro che Alberto non si sia sporcato le scarpe di sangue. Ha anticipato che, secondo le sue dedizioni, il Dna di Chiara sui pedali deriverebbe se non da sangue, da materia cerebrale della ragazza uccisa. (a.m.)BR