Oggi è il giorno di suor Giuseppina Una Beata tra l'Oltrepo e Cagliari

b CASATISMA./b Oggi a Cagliari sarà beatificata suor Giuseppina Nicoli alla presenza del vescovo di Tortona e di una folta delegazione oltrepadana. Sugli altari una religiosa che dall'Oltrepo visse la sua fede in Sardegna. Suor Giuseppina nacque il 18 novembre 1863 a Casatisma da Carlo Nicoli e Delfina Nicoli Pincetti. A Voghera, dove la famiglia si era trasferita, frequentò la scuola normale femminile dalle Suore Agostiniane. A Pavia consegui il diploma. Grazie all'aiuto del priore del Duomo di Voghera don Giacomo Prinetti, Giuseppina nel 1882 fu ammessa tra le Figlie della Carità. Nel 1885, dopo tre giorni di viaggio in bastimento, ebbe il suo primo contatto con la Sardegna, in particolare a Cagliari dove insegnò nel «Reale Conservatorio delle Figlie della Provvidenza». Nel 1899 ebbe l'incarico dalla Madre Generale, di dirigere l'Orfanotrofio di Sassari, ma il riacutizzarsi di una grave malattia polmonare, la costrinse a tornare dai suoi genitori per un periodo di riposo. Nel 1914 suor Giuseppina Nicoli venne trasferita a Cagliari nel quartiere della Marina con l'incarico di Superiora dell'asilo. Iniziò il suo lavoro tra le migliaia di cagliaritani indigenti. I quartieri fuori le mura della città, soffrivano di grande arretratezza. La presenza e l'aiuto costante di Suor Nicoli si spese in questo scenario di povertà. Fu, tra l'altro, la promotrice del recupero dei «Piccioccus de crobi» cioè i ragazzi con le ceste, una marea di ragazzi senza famiglia che stazionavano sotto i colonnati del mercato di Largo Carlo Felice. Vivevano rubacchiando e trasportando sulla testa la cesta la spesa che la gente effettuava al mercato. Suor Nicoli riusci, non senza difficoltà ad avvicinarli, da prima offrendogli un piatto caldo, poi man mano riuscendo ad ottenere la loro fiducia sino a insegnarli a leggere e a scrivere e recuperando cosi tutti quei valori morali e religiosi perduti.BR I gruppi degli ex «Piccioccus de crobi» poterono cosi aspirare ad un inserimento nel mondo del lavoro. Vennero cosi organizzati in una associazione denominata «Marianelli, i monelli di Maria».BR Nel 1915 allesti questa suora coraggio allesti un piccolo reparto di emergenza per i feriti di guerra e creò anche un servizio per la popolazione con il gruppo delle «damine della carità» una sorta di precursori delle attuali assistenti sociali. Qualche anno dopo Suor Nicoli organizzò con la collaborazione della sua consorella Suor Teresa Tambelli e della Congregazione della Carità, una colonia marina elioterapica sulla spiaggia del Poetto di Cagliari.BR Alla costruzione iniziale della colonia contribui notevolmente la Croce Rossa Usa. Suor Giuseppina Nicoli con le sue iniziative caritatevoli, si logorò il fisico già provato, perché voleva essere sempre presente. Alla fine del 1924, fu colpita da una polmonite che non riusci a superare, nonostante le costanti cure delle sue consorelle. Mori il 30 dicembre dello stesso anno a soli 61 anni. I suoi funerali furono commovente manifestazione di affetto di una intera città. Dietro il feretro seguivano la sorella Luisa con il marito e il fratello. Il volere della famiglia fu che l'amata congiunta riposasse nella città che tanto l'amò. Il processo di beatificazione fu iniziato dall'Arcivescovo di Cagliari Ernesto Maria Piovella e si concluderà oggi da parte del Cardinale Josè Sardiva Martins, di fronte alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria, Patrona della Sardegna.BR