Il Copernico cerca nuovi spazi

BR bPAVIA. /bCostruire impianti nuovi non è l'unica possibilità per ricavare spazi per lo sport. A volte basterebbe intervenire sui campi che già esistono. E' il caso ad esempio del liceo Copernico di Pavia, che ha due campi al coperto dove a volte si ritrovano anche quattro classi per fare educazione fisica, ma che potrebbe utilizzare anche il campo esterno se solo venisse coperto. La proposta arriva dal capo d'istituto: «Il campo ha già anche gli spalti e potrebbe essere utilizzato anche dalle società sportive - spiega il preside Maurizio Cardinetti - . Con un campo coperto in più la nostre classi potrebbero fare educazione fisica senza intasare la palestra interna». E sarebbe anche un modo per prevenire il rischio di non avere abbastanza spazi per tutte le classi qualora dovessero aumentare i liceali. Quest'anno il rischio è stato evitato perché la dirigenza del Copernico è riuscita a organizzare gli orari delle lezioni di educazione fisica senza chiedere spazi ad altri istituti, ma l'amministrazione provinciale, che si occupa delle scuole medie superiori, aveva già preso contatti con il Valla per far assegnare al liceo pavese alcune ore della palestre del collegio. «La comunicazione - spiega il preside - ci è arrivata ad anno scolastico già iniziato, quando cioè eravamo già riusciti ad organizzare le ore di educazione fisica utilizzando i nostre due campi». Il che significa che se il Copernico non si fosse organizzato autonomamente, alcune classi non avrebbero potuto fare le ore per intere settimane. La carenza però rimane perché fare lezione in queste condizioni significa che una classe ha a disposizione solo una metà della palestra per l'attività sportiva. Trasformare il campo esterno in una tensostruttura migliorerebbe le cose. Cardinetti ne ha parlato nei mesi scorsi con Mauro Ferraresi, il consulente tecnico del Coni provinciale, ma il progetto è rimasto un'idea. Di certo serviranno i soldi, perché si stima che una tensostruttura duratura possa costare qualche centinaio di migliaia di euro, e gli enti pubblici non sembrano avere molti fondi per questi interventi. Con il progetto in mano però si potrebbero chiedere contributi alle fondazioni o costituire un'associazione per coprire il campo.BR

Claudio Malvicini