Legge subito o si vada al voto

bROMA./b Voto e una legislatura costituente. Almeno se si chiudesse quello «spiraglio» che tenacemente il presidente incaricato Franco Marini vuole tenere aperto fino a lunedi o a martedi prossimo. Lo ha detto il presidente degli industriali Luca di Montezemolo a capo della pattuglia di dirigenti dell'imprenditoria, del commercio e degli artigiani che avevano firmato nei giorni scorsi una manifesto per la governabilità. Per la prima volta sono stati tutti insieme a palazzo Giustiniani da Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, alle coperative, dall'artigianato ai piccoli esercenti, tutti certi che la crisi economica incalzante debba essere considerata come l'emergenza più urgente. La classe politica italiana, ha ammesso Montezemolo, «ha dato in questi ultimi mesi un pessimo esempio» a cominciare dal fatto che non è stato trovato l'accordo sulla riforma elettorale consentendo ad esempio «ai cittadini di scegliere le persone per il parlamento».BR La classe politica ha sempre chiesto qualità, ha aggiunto Montezemolo, agli imprenditori, ora sono gli imprenditori che chiedono qualità alla classe politica. Montezemolo ha ammonito che, con un barile di greggio a 90 dollari, si può prevedere una crescita del Pil dello 0,6 o 0,5, «cioè un'economia quasi ferma». A questo punto Giancarlo Sangalli, segretario della Cna (artigiani) ha ricordato che soprattutto per la piccola industria e l'artigianato «la crescita economica diventa indispensabile, unica a garantire una reale riduzione della pressione fiscale». Sangalli ha ribadito che in questa economia globalizzata vale «molto il prestigio internazionale», questione non ultima all'ordine del giorno di qualsiasi governo. Montezemolo ha insistito sul «niente governi raffazzonati» e sulla necessità di indire le elezioni il giorno dopo una eventuale conclusione negativa delle consultazioni di Marini. Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, ha sostenuto che bisogna trovare una maggioranza per votare con una legge diversa che dia stabilità alla crescita e che rimetta in moto i consumi interni che sono «preoccupantemente fermi».BR Subito dopo sono entrati i tre segretari generali delle Confederazioni, Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil). Riforma elettorale necessaria, hanno convenuto tutti e tre. Non solo. Per i sindacalisti la priorità sono gli interventi sui salari e la diminuzione delle tasse e quindi non vorrebbero nessuna crisi. Angeletti ha poi insinuato che un eventuale nuovo governo potrebbe diminuire le tasse a tutti e non solo a chi ne ha bisogno. Bonanni ha insistito sulla necessità di aumentare i salari, mentre Epifani ha elencato tutti i decreti delegati e sulla sicurezza sul lavoro che non possono restare a dormire in Parlamento.BR bAntonella Fantò /b