«Tanti immigrati irregolari occupati in provincia di Pavia»

b MEDE. /b«In provincia di Pavia ci sono 34mila stranieri regolari e 6mila immigrati senza permesso di soggiorno: il 90% di questi ultimi ha un'occupazione fissa, non saltuaria, nell'edilizia, in agricoltura e in ambito familiare, come badanti. Queste persone non possano esibire un Cud con il reddito percepito». Franco Vanzati, sindacalista dell'ufficio Politiche sociali-Immigrazione della Cgil di Pavia, conferma quanto denunciato da Hassan Boudouah: il lavoro nero non è un fenomeno sconosciuto. Vanzati, che cita i dati forniti dalla prefettura, commenta: «Questi 6mila immigrati non possono esibire il reddito percepito perché la legge Bossi-Fini glielo vieta. Con una legislazione simile il numero di clandestini e di persone senza permesso di soggiorno, che già oggi si attesta fra 800mila e un milione di unità, è destinato ad aumentare: la politica dei flussi, cioè far entrare tanti stranieri quanti ne richiede il mercato, non è efficace. Le esigenze, solitamente, sono sottostimate». Secondo il sindacalista, il lavoro nero accresce la competitività delle imprese a basso valore aggiunto: gli immigrati senza permesso di soggiorno non ricevono paga sindacale e tredicesima. «In Italia, purtroppo, l'immigrazione è sempre stata considerata un'emergenza invece di un disegno organico: questo fin dalla legge Martelli, negli anni Ottanta - conclude Vanzati - . Non si deve affrontare questo fenomeno in base all'ideologia politica, ma in base a criteri oggettivi e riconosciuti da tutti». (u.d.a)BR