«Due turni in sala operatoria»
b PAVIA./b «Il problema dei turni in sala operatoria? Arcinoto. E mai risolto». Mimmo Galeppi, della Uil, in sala operatroia ci ha lavorato 20 anni. «Non si contano più le circolari delle direzioni sanitarie: dai tempi di D'Aquino, Vlacos, Azzaretti. Ma non è mai stata data una regola su come organizzare gli interventi. Da sempre si chiede a chirurghi e anestesisti di rispettare gli orari, consentendo tra l'altro anche di fare le pulizie tra un intervento e l'altro». Per il sindacato le sale operatorie dovrebbero lavorare 24 ore su 24. «Ma finchè non saranno organizzate su due turni il problema rimane» dice Galeppi. Ora, spiegano in rsu, il turno è al mattino. E si prolunga quasi sempre ben oltre l'orario di lavoro, con il ricorso inevitabile allo straordinario. E proprio su questa piaga mette il dito Roberto Gentile della Fsi. «Reperibilità e straordinari vengono pagati pescando dal Fondo per il Disagio che ora è in rosso per un milione e mezzo di euro. Se non si mette mano all'organizzazione del personale, non si potrà mai risolvere il problema dei fondi. E' il cane che si morde la coda. Molti reparti boccheggiano». «Ne abbiamo parlato anche al primo incontro con il direttore generale - aggiunge Sandro Vaccari della Cisl - Quando si parte con nuove attività, si apre uno sportello, un ambulatorio, bisogna tenere conto delle presenze e del carico di lavoro. Questo scollamento va assolutamente recuperato. Il disagio delle sale operatorie invece è ciclico». Ma, concorda Vaccari, «non può essere tutto coperto con il pagamento straordinari. Il Fondo del Disagio è una sconfitta dal punto di vista organizzazione. Oltre a confermare la carenza infermieristica, non sappiamo più come dirlo». «Per sanare il buco del fondo Disagio si rischia di andare ad attingere al fondo riservato alla produttività, ai soldi destinati alla rivalutazione o alle progressioni». (m.g.p.)BR