Morte e orrore diventano un macabro spettacolo
BR bCOMO. /bb«Su quei cadaveri c'è la firma degli imputati». Va dritto come un fuso il pm Massimo Astori che ieri ha illustrato le richieste di prova della Procura. Il processo per la strage di Erba è cosi iniziato e nell'aula dell'assise di Como il silenzio dei presenti è sceso come una coperta di piombo.BR /b Uno spettacolo, un circo, un evento da telecamere accese. Più che un processo per la morte di tre donne e un bimbo, appare un macabro show. Tanti i curiosi in fila sin dalla mattina per vedere i «mostri» Rosa Bazzi e Olindo Romano, per guardare anche Azouz Marzouk, marito di Raffela Castagna e padre del piccolo Joussuf, anche lui incarcerato per fatti di droga ma presente come parte civile al processo.BR Le telecamere ammesse per la ripresa delle udienze sono quelle della Rai che manderà, a sentenza dichiarata, le sequenze nella trasmissione «Un giorno in pretura».BR C'erano tutti ieri nell'aula giudiziaria, i parenti delle vittime hanno ascoltato e chiusi nel dolore hanno rivissuto la follia che ha gettato fuoco e sparso sangue l'11 dicembre 2006. Nella casa della corte di via Diaz 25 sono state ammazzate brutalmente mamma e figlio, la nonna del piccolo, Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini mentre il marito di quest'ultima Mario Frigerio, si è salvato per miracolo. E' infatti l'unico testimone che ha incastrato i coniugi Romano.BR Eppure Rosa e Olindo, rei confessi subito dopo l'arresto, poi hanno ritratto. Avrebbero ucciso perché la famiglia di Azouz dava fastidio e faceva troppo rumore. Una motivazione che lascia attoniti. Ma l'avvocato della difesa ha chiesto la nullità degli interrogatori dove i due confessano di essere gli autori della strage. Per i difensori la coppia è stata «manipolata» e in qualche modo portata a confessare. Secondo l'avvocato Fabio Schembri, le confessioni rese non collimano con i verbali d'interrogatorio: «Non c'è prova provata della loro colpevolezza. Quelle portate da carabinieri e Ris non sono per noi sufficienti».BR L'avvocato si riferisce alla macchiolina di sangue trovata nell'auto di Olindo e che apparterrebbe a Valeria Cherubini. «Chissà come c'è finita quella goccia di sangue», sottolinea il legale. Eppure le eccezioni presentate dalla difesa non reggono. O per lo meno il presidente della Corte, Alessandro Bianchi, che ha riunito per un paio d'ore la camera di consiglio, ha deciso che non possono essere accettate.BR Il processo va avanti con l'agghiacciante ricostruzione della strage fatta proprio dal presidente che si sofferma a descrivere come il piccolo Joussuf sia stato colpito due volte tenendolo fermo sul divano. E poi ancora il lungo elenco delle accuse snocciolato dal pm Massimo Astori.BR «Non c'è alcun dubbio. La difesa fa solo il suo gioco», dice il pm, «ma la loro linea è debole. Rosa e Olindo hanno confessato e nulla è rimasto oscuro. In pochi minuti hanno ammazzato tre donne e un bimbo e colpendo gravemente anche una quinta persona che si è salvata». Per Astori la coppia di Erba avrebbe pedinato la famiglia di Azouz Marzouk con appostamenti e controlli e su questo punto il pm intende chiamare numerosi testi a deporre.BR «E ci fu anche una pianificazione per eludere le probabili intercettazioni telefoniche, Rosa sarebbe solo scivolata con una frase detta al marito dopo il delitto: «Vedi come si dorme bene adesso?».BR Per l'accusa deporrano 53 testi, ma al pm non è piaciuta la scelta dei difensori di chiedere come teste l'avvocato di parte civile di Mario Frigerio, Manuel Gabrielli. Per Astori questo sarebbe un modo per cercare di estrometterlo dal processo stesso.BR Gli avvocati di Olindo e Rosa vanno al contrattacco. Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux puntano infatti su 157 testi con i quali tenteranno di demolire l'impianto accusatorio. E si dovrà attendere per il faccia a faccia tra i due imputati e il supertestimone Mario Frigerio, il quale ha indicato proprio Olindo come suo aggressore. In un primo momento, dal letto d'ospedale aveva detto che chi colpiva aveva la pelle olivastra e occhi neri. Poi, però ha indicato Olindo come il colpevole.BR Oggi, alle 9, la giuria si riunirà in camera di consiglio per decidere quali prove ammettere al dibattimento. Il processo si allungherà fino al 31 marzo. Un giudizio atteso dai parenti delle vittime e dal popolo dei curiosi che accalca i posti dell'aula giudiziaria. E c'è già chi, sorridendo, afferma: «Dopo il plastico della villetta di Cogne ora da Vespa forse vedremo anche quello della casa di Erba».BR
dall'inviato Roberta Rizzo