Residenza, anche Mede come Mortara

bMEDE./bbUn reddito minimo per avere la residenza: come a Mortara, anche a Mede i cittadini dell'Unione europea per iscriversi all'anagrafe dovranno provare un introito annuo di almeno 5.061,68 euro. Si prende spunto dall'ordinanza introdotta prima da Cittadella (Padova) e poi da Mortara. Sono queste le linee di indirizzo della giunta di centrodestra, guidata dal sindaco leghista Giorgio Guardamagna. Le ha illustrate durante un incontro in municipio il vice sindaco Stefano Leva.BR /b Il vicesindaco non l'ha detto in maniera esplicita, ma l'iniziativa è rivolta soprattutto agli immigrati provenienti da Romania e Bulgaria, numerosi a Mede. «L'allargamento dell'Unione europea assume molta importanza, con un incremento esponenziale dei flussi migratori e delle richieste di iscrizioni nel registro anagrafico», si legge nel documento. Il Comune è partito da una base di 5.061,68 euro: l'importo dell'assegno sociale per il 2007, per quantificare il reddito sufficiente a garantire il soggiorno del cittadino richiedente e un suo familiare. Se i congiunti a carico sono due o tre. l'importo sale a 10.123,36 euro. Mentre per quattro familiari e oltre, si dovrà dimostrare di avere un reddito minimo di 15.185,04 euro. Le sette pagine illustrate da Leva si riferiscono all'iscrizione dei comunitari «in relazione alle condizioni abitative sotto il profilo dell'ambiente, dell'igiene e della salubrità pubblica». L'atto di indirizzo sarà portato in consiglio: è un documento destinato a rinfocolare le polemiche legate all'immigrazione. In particolare, il punto B tratta dell'iscrizione anagrafica di un cittadino dell'Unione europea, intenzionato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a tre mesi. «La legge parla chiaro: il cittadino europeo che decida di soggiornare in Italia, senza svolgere attività lavorativa o di studio, deve dimostrare di possedere le risorse economiche sufficienti al soggiorno - ha spiegato Leva, componente di una maggioranza sostenuta da Forza Italia, Lega Nord, Alleanza nazionale e Udc -. Se non dovessero attuarsi più specifici controlli e verifiche, questo fenomeno migratorio potrebbe assurgere a connotati di vera e propria emergenza, sotto il profilo della salvaguardia dell'igiene e della sanità pubblica. Oltre che dell'incolumità dell'ordine e della sicurezza». Dunque, la condizione abitativa nella sua funzione economico-sociale è considerata «il termometro che misura il grado di integrazione di ogni persona nella collettività». Cosi, al momento della richiesta di iscrizione all'anagrafe, si dovrà indicare l'indirizzo del luogo di dimora abituale. Ma non è finita qui: gli uffici comunali potranno attivare «adeguata attività di indagine, in merito all'individuazione della provenienza e della fonte da cui derivano le sue risorse economiche». «Per fare questo, ci avvarremo della convenzione stipulata con la guardia di Finanza», ha aggiunto Leva, affiancato dal comandante di polizia locale, Bruno Tosello.BR bUmberto De Agostino /b