Scelte da condividere anche sulla cultura
Non abbiamo fatto una bella figura con l'Unesco sulla vicenda «Pavia Longobarda».BR Si tratta ora di recuperare.BR Noi crediamo che l'indicazione data dai funzionari Unesco «occupatevi del Romanico» vada assunta come obiettivo e lavoro della Giunta.BR Vogliamo ricordare che nel giugno 2007, in Piazzetta Azzani (San Michele) la nostra Associazione propose di fare del Romanico a Pavia, un patrimonio dell'umanità, con una manifestazione e una petizione a cui aderirono tutti i Sindaci di Pavia, il Vescovo con un suo delegato, tante personalità della cultura, della politica e cittadini comuni.BR Tutte personalità e cittadini che si dissero disponibili a sostenere l'azione dell'Amministrazione.BR Purtroppo non abbiamo più avuto notizie.BR Questo lo ricordiamo per chiedere una riflessione su una questione che riteniamo importante ai fini di ottenere risultati per Pavia.BR I beni culturali, l'arte, la cultura che è caso plurale, sono un bene della città.BR Tutti hanno interesse a valorizzarli, non solo gli addetti ai lavori o i Professori. La città deve partecipare e anche noi «bruti operatori del commercio» qualche volta possiamo essere utili.BR Abbiamo già avuto modo di chiedere più partecipazione della città nelle scelte culturali, nella vicenda «Festival dei Saperi», ma la richiesta è finita nel vuoto.BR Ora la vicenda dei Longobardi impone di aprire un confronto urgente con la città.BR La cultura e Pavia sono una sola cosa ma con atteggiamenti autoreferenziali e partecipazione di qualche elite, pensiamo che Pavia resterà città provinciale.BR bRomeo Iurilli /bPresidente Provinciale Confesercenti BR BR La politica come mestiereBR non aiuta il ricambioBR BR A fronte di questa crisi istituzionale dobbiamo farci delle domande. Per esempio nelle votazioni al Senato di giovedi sera, sono passati davanti al presidente Marini tutti i senatori della Repubblica e mi pareva la scena tratta dal marchese del Grillo, in cui il papa chiedeva ai suoi nobili ormai vecchi di difenderlo anche con la vita. A parte qualche caso eccezionale, la maggior parte dei Senatori è, in senso buono, decrepito. Ma perché i Senatori non vanno mai in pensione? Ma perché la politica è un lavoro al quale si giunge, nei maggiori casi, dopo una dura gavetta. Solo nel caso di Forza Italia si giunge per merito (magari non politico). Negli altri casi si giunge al sudato traguardo dopo anni duri di gavetta: prima consigliere comunale, poi assessore, consigliere provinciale, regionale e infine deputato. Insomma i politici lo fanno come lavoro e per questo non mollano il cadreghino. Se invece, come dovrebbe essere, il cittadino si ponesse al servizio comune, prestandosi alla politica si otterebbero risultati migliori. Alcuni Senatori erano «atapirati» perché non avevano raggiunto i famosi 2 anni, 6 mesi e un giorno per maturare il diritto alla pensione (dopo il limite minimo anagrafico imposto dalla legge). Comunque questi personaggi in due anni di lavoro parlamentare hanno guadagnato quanto un metalmeccanico guadagna in 25 anni di lavoro. Perché non mettiamo un limite massimo di mandati che il parlamentare non può superare? Chi si presta alla politica, lo faccia con stipendi di non oltre 5000 euro mensili e senza agevolazioni.BR bMassimo Fois /bPavia BR Guai in vista per i redditiBR al di sotto di 50mila euroBR BR Sarà l'anno bisestile? Dall'inizio del 2008 mi sento molto a disagio in Italia. Vorrei andarmene. Per fortuna la Comunità Europea rappresenta un grande ombrello per la nostra penisola.BR I guai dell'Italia? Mafia, Camorra, Ndragheta per economia ed istituzioni. E pure Vaticano, per altri motivi, di carattere etico. Quando mai potremo uscire da questi impedimenti, che non ci permettono di avere un'Italia che pensa secondo la propria coscienza? Ho votato per questo governo, penso che abbia lavorato ed in poco tempo aver sistemato situazioni difficili, anche al di sopra delle aspettative. Colpe? Non aver fatto capire in modo adeguato i risultati ottenuti e non aver risolto il nodo del «conflitto di interessi».BR Nel giorno del voto di fiducia al Senato uno spettacolo disgustoso: prima intimidazioni, sputacchi, poi disgustosi bivacchi. Ho letto qualcosa della stampa internazionale: che vergogna! Ma siamo dunque proprio il «Paese di Pulcinella», inteso come paese che gioca e scherza, e basta?BR Nel 2007 abbiamo iniziato ad uscire da una situazione difficile a livello economico. Padoa Schioppa, ministro dell'Economia, ha ottenuto risultati eccellenti, basti pensare al recupero delle tasse di chi non pagava e ha cominciato a farlo grazie a controlli seri e all'abolizione dei condoni. Confido in una riforma del sistema elettorale.BR Un ritorno del «Governo Berlusconi»? Una sciagura per quelli che non hanno redditi superiori ai 50.000 euro all'anno ed in prospettiva: Berlusconi Presidente della Repubblica con poteri tipo Stati Uniti.BR bPatrizia Casarini /bPavia