Con la Robecchi non c'è partita

BR bCASTEGGIO. /bbChi crede che il calcio a cinque sia il calcio al coperto cambiarebbe idea vedendo i cadetti della Robecchi. La squadra della media vigevanese ha vinto il titolo provinciale dominando le final four di Casteggio. La squadra dei professori Giorgio Sacconi e Vito Romano ha battuto 16-2 in semifinale il Ponte Nizza e 12-0 in finale la Casorati Pavia, ma non basta il punteggio largo a spiegare la differenza. E' come se i cadetti vigevanesi facessero davvero un altro sport rispetto ai loro coetanei. Mai più di due tocchi, non un lancio né un colpo di testa, la palla controllata con la suola della scarpa, raddoppi in difesa, triangolazioni di prima: insomma, uno spettacolo. Merito dei professori, ma anche della tecnica individuale perché questi giocatori sciorinano doppi passi e /bruletab. Al terzo posto il Pascoli Lungavilla, che ha battuto nella finalina (3-2) il Ponte Nizza.BR /b Per capire che differenza c'è tra il calcio a undici e il calcio a cinque sarebbe bastato ieri mattina mettersi al confine tra i due campi del palasport di Casteggio: a sinistra la finale tra Robecchi e Copernico, a destra la finalina tra Lungavilla e Ponte Nizza. Da una parte i ragazzi vigevanesi alzano la palla solo per tirare e si trovano senza quasi nemmeno cercarsi con lo sguardo, perché sanno già dove il compagno deve stare. E infatti la palla arriva sempre al posto giusto.BR La finale si riduce cosi a un allenamento, qualcosa come il pugile professionista che fa i guantoni con uno sparring partner.BR Dall'altra sembra di vedere dei calciatori in gabbia: lanci lunghi, colpi di testa, giocatori che non passano la palla permettendo ai difensori di chiuderli. Come se il campo di calcio a 11 si fosse ristretto, ma nessuno se ne fosse accorto.BR A destra i gol sembrano arrivare casualmente, a sinistra sono costanti. La Casorati riesce solo a colpire due pali, la Robecchi invece segna a raffica e non solo con Giovanni Terrani, autore di sei reti in semifinale e otto contro i pavesi. E costanti sono anche i richiami del professor Sacconi, persino con la squadra in vantaggio 10-0. «Li riprendo per dimostrare che ci tengo - dice l'insegnante di educazione fisica della Robecchi - . Da ottobre io e Romano li prepariamo con lezioni sulla tattica. Li alleniamo a fare al massimo due tocchi e a mantenere le posizioni. La tecnica invece è la loro, anche perché con solo due ore a settimana non si possono fare miracoli». Alla Robecchi di Vigevano il calcio a 5 è ormai una tradizione visto che l'anno scorso ha perso la finale regionale e nel 2006 è arrivata alla fase nazionale.BR Non tutte le squadre però hanno seguito lo stesso percorso per arrivare a queste finali. «Il nostro obiettivo - spiega Fabrizio Scapolin, insegnante di educazione fisica della Pascoli - era formare una squadra con ragazzi provenienti da tutti i nostri tre plessi: Voghera, Casei e Lungavilla. In questo modo si rischia di lasciar fuori qualche giocatore bravo per non averne troppi provenienti da un solo plesso, ma volevamo far giocare insieme ragazzi che altrimenti avrebbero anche potuto non conoscersi perché provenienti da plessi diversi. A novembre abbiamo cominciato ad allenarci con l'aiuto dei genitori che portavano i giocatori da un posto all'altro. In totale abbiamo coinvolto una trentina di studenti, anche se poi non tutti hanno potuto essere portati qui».BR La loro finale per il terzo posto è stata la partita dei «non marziani», con tante occasioni e anche un gol roccambolesco: il difensore rinvia, ma la palla colpisce l'attaccante e si impenna scavalcando il portiere. Un gol «alla Fantozzi», o se preferite «un gollonzo» degno di «Mai dire gol», che fa sorridere anche chi lo subisce. Uno di quelli che la Robecchi non farebbe mai perché non è abbastanza difficile.BR

Claudio Malvicini