Urla e sputi contro il "traditore" poi l'Udeur lo espelle per indegnità

BR bROMA. /b«Pezzo di m...Te lo vengo a dire in aula». Scatta Tommaso Barbato, deputato campano del partito di Mastella, con il viso congestionato, gli occhi lucidi, dalla poltrona dell'anticamera di Palazzo Madama e va quasi correndo in aula dritto ai banchi dell'Udeur. Uno stuolo di giornalisti che stava assistendo all'intervento di Nuccio Cusumano, esponente dello stesso partito, si precipita verso l'aula, ma viene fermato dai commessi.BR Barbato avanza verso Cusumano, colpevole di aver espresso la propria fiducia a Prodi nonostante le direttive di Clemente Mastella. Approfitta di una distrazione del presidente Franco Marini e grida «cornuto e frocio» alla volta di Cusumano. Si fa sotto il banco del senatore che è ancora in piedi a fare il suo discorso, gli strilla «traditore, venduto, pagliaccio», gli fa il segno della pistola con una mano e gli sputa addosso.BR Dai banchi vicini Nino Strano, senatore di An, sibila alla volta di Cusumano: «Checca squallida». Il senatore Cusumano stava dicendo: «Scelgo il campo più difficile della coerenza, della serietà per il bene del paese. Scelgo in solitudine senza prigionie politiche, scelgo per la fiducia a Romano Prodi». Poi si accascia, si mette a piangere per l'aggressione e sviene. Viene portato fuori dall'aula in barella. Più tardi, Barbato ha negato di essersi avvicinato a Cusumano e di averlo aggredito fisicamente.BR Mastella in quelmomento non era in aula, perchè aveva fatto sapere di stare male e per questo non era stato in grado di ascoltare le parole di Prodi all'inizio della seduta. Stava, aveva assicurato, venendo a votare 'no" al governo di cui aveva fatto parte. E' arrivato alle 17,30 dopo essere stato sorpreso dai fotografi a consumare un buon pranzo al ristorante "Clemente" e si è detto «allibito» delle posizioni di Cusumano. Anzi ha aggiunto di sentirsi «tradito in termini umani». Solo più tardi cercherà di difendere il comportamento di Barbato sostenendo che «è anche lui sotto stress». A Barbato lo lega un'antica amicizia, tanto è vero che lo stesso Barbato, si dice, ha regalato un'auto sportiva al figlio di Mastella.BR L'Arcigay protesta e chiede le scuse del centrodestra: «Gli eletti del centrodestra non sono nuovi a queste sceneggiate». Il circolo Mario Mieli ha denunciato che «al Senato ha regnato una omofobia galoppante. A tutta questa parte dei senatori che dovrebbero garantire la democrazia, va il nostro biasimo per la loro cultura razzista e squallida». Anche Franco Grillini sostiene che «il capogruppo dell'Udeur Barbato si è comportato in modo barbaro e penoso». E aggiunge: «Spiace dover constatare ancora una volta che l'utilizzo di epiteti omofobi proviene da personalità, si fa per dire, del mondo cattolico».BR Cusumano in serata è stato espulso dall'Udeur per «indegnità morale». Spesso ha contravvenuto alle indicazioni di partito. Laureato in legge, siciliano, ex dc, sposato con tre figli, è stato più volte parlamentare della Repubblica, ricoprendo tra il '98 e il '99 la carica di sottosegretario al Tesoro, allora guidato da Carlo Azeglio Ciampi. Ieri il suo intervento è stata la novità della giornata.BR Il clima non si è placato. Subito dopo l'annuncio della sconfitta di Prodi, i banchi della destra hanno cominciato ad esultare. Domenico Gramazio, senatore di An, spesso protagonista di risse è quasi venuto alle mani con un senatore del centrosinistra nell'emiciclo.BR

Antonella Fantò