Monossido, famiglia salvata in extremis

b SANT'ANGELO LODIGIANO./b Ancora un'intossicazione da monossido di carbonio nel Lodigiano. Stavolta a Sant'Angelo lodigiano dove di abitazioni non proprio nuovissime ce ne sono ancora molte in diverse zone del paese. Proprio di una di queste abitazioni si tratta, in frazione Ranera, e incriminata è una stufetta. A farne le spese è stata un 'intera famiglia. Padre, madre e i due figli. Ci ha pensato il padre, V.T. 43 anni martedi sera a contattare il 118. Con lui in casa R.L., la moglie, anche lei cinquaquattrenne, e i due figli di 23 e 16 anni. Questa è stata la prima telefonata di allerta per il caso. «Aiutateci - ha detto l'uomo al telefono, abbiamo tutti un senso di svenimento qui in casa. Abbiamo paura che si tratti di intossicazione».BR La segnalazione non si è rivelata superflua. Appena arrivati sul posto, infatti, i volontari del soccorso avevano le macchinette che suonano in presenza di monossido di carbonio nelle stanze visitate. E questi apparecchi si sono messi a suonare non lasciando dubbi. E' cosi che per tutti e quattro i componenti della famiglia è stato disposto il ricovero immediato all'ospedale Maggiore di Lodi. Visita urgente in pronto soccorso e poi le cure del caso ossigeno, esame del sangue periodico e riposo. Ma per nessuno dei quattro, fortunatamente, si è resa necessaria la seduta in camera iperbolica. Ci ha pensato, poi, il 118 ad allertare i vigili del fuoco di Lodi. Dopo un'analisi della situazione si è deciso per il sigillo dei locali mentre del caso di sta occupando anche la Asl di Lodi. La fortuna, dicono i vigili del fuoco, è che questa gente non era ancora andata a riposarsi.BR bChiara Riffeser /b