Policlinico, a marzo busta paga più ricca

b PAVIA./b Nella busta paga di marzo i dipendenti del San Matteo - una parte di quelli interessati agli scatti previsti dal contratto - riceveranno circa 3mila euro di arretrati. Euro più euro meno. Ma anche una lettera che li avvisa: esiste una possibilità che vi venga richiesto di restituire questi soldi. «Una possibilità remota - chiarisce il direttore generale del San Matteo Pietro Caltagirone -. Si tratta di una cautela necessaria, una questione di correttezza nei confronti di questi dipendenti». La cautela è imposta dalla mannaia della Corte dei Conti alla quale è stata inviata la 'pratica" delle verticalità. Una pratica molto discussa. La diatriba è cominciata quando direttore generale era ancora Giovanni Azzaretti. Le verticalità erano state contestate, considerate illegittime. Tanto da innescare un vortice di riunioni del consiglio d'amministrazione, pareri pro veritate, consultazioni di legali, fino all'intervento personale di Azzaretti in un'affollata assemblea dei dipendenti, nella quale aveva garantito: «Pagheremo tutti». Ora lo ribadisce l'attuale direzione ai sindacati. «Ci sono alcune differenze tecniche e di sostanza rispetto al passato» chiariscono i vertici del policlinico. «Il contratto è stato siglato e va rispettato - dice Caltagirone - ma al tempo stesso l'ente non può arrecare un danno erariale a se stesso». Dirimerà la questione la Corte dei Conti alla quale non più tardi dell'altro pomeriggio ha inviato una lettera il presidente Alberto Guglielmo. Sarà la Corte a sbrogliare la matassa. Il quadro della situazione è stato illustrato ai sindacati. «Noi riteniamo che il contratto sia più che valido - commenta Mimmo Galeppi della Uil - tanto che è stato approvato a suo tempo sia dall'Aran, organo consultivo nazionale, sia dai revisori dei conti del San Matteo c he ne hanno accertato la copertura finanziaria. E se non sono emersi problemi non vedo perché dovrebbe rilevarli la Corte dei Conti...».BR «Registriamo positivamente la decisione assunta dalla fondazione nel riconoscere la retroattività a tutti quei dipendenti rimasti in sospeso sia da un punto di vista economico che giuridico - commenta Roberto Gentile della Fsi -. E anche l'impegno al quale il presidene Guglielmo ha tenuto fede: trattere tutti in modo paritario. Ma il problema noi l'avevamo posto in tempi non sospetti e ora verificheremo che tutto si svolga correttamente, a tutela del personale. Ci sono ancora molti problemi insoluti: a cominciare dall'organizzazione del personale e dalle posizioni anomale». «Si chiude una partita importante - dice Oreste Negrini della Cgil - Una cosa soddisfacente però manteniamo qualche riserva su questa norma capestro: l'ospedale non è una finanziaria, i dipendenti non possono restituire i soldi a rate». (m.g.p.)BR