Napolitano: attenti, l'inquietudine cresce

bROMA. /bb Giorgio Napolitano celebra a Montecitorio il 60/o della Costituzione insieme a Franco Marini e Fausto Bertinotti, sottolinea il valore di vitalità e di grande attualità della Carta del 1948, senza tacere che tuttavia necessita oggi di aggiornamenti, di alcune riforme «essenziali e ben delimitate», da fare con il più largo consenso, «prescindendo da calcoli contingenti», rifuggendo da «semplificazioni e miracolismi», sapendo che la stabilità dei governi dipende «in non lieve misura dal livello di aggregazione e di coesione tra le forze politiche».BR Il presidente della Repubblica non poteva parlare delle fibrillazioni legate alla crisi del governo Prodi, ma vi ha fatto riferimento, dicendo che «il Paese sta vivendo un momento di acuta crisi e incertezza politica» e che fra i cittadini «serpeggiano inquietudine e sfiducia». E' in questi momenti, ha detto, che si vede tutto il valore dela Costituzione, come cornice di garanzia e terreno comune dell'azione politica. Come «bussola» per una buona navigazione, per citare le parole usate nel saluto di Fausto Bertinotti che, insieme a Franco Marini, ha sottoscritto l'appello a riprendere il cammino riformatore. La Costituzione è un riferimento essenziale, ha detto Napolitano, non può essere un alibi per giustificare «errori e distorsioni» della nostra società che sono imputabili alla dialettica politica e alle scelte politiche.BR Il rinnovamento di alcune disposizioni della seconda parte della Costituzione è tuttavia «necessario» per evitare di correre «gravi rischi». Occorre «elaborare e realizzare le innovazioni con il concorso di tutti», «il concorso di volontà non può, non deve mancare», serve «un autentico, profondo, operante patriottismo costituzionale».BR /b