Biomasse, i sindaci bocciano l'idea

b SPESSA. /bSecondo incontro l'altra sera la centrale a biomasse nell'area ex Rivol. Nuova la società, rispetto alla prima riunione, che ha illustrato ad amministratori e agricoltori i termini dell'operazione. Vecchie le perplessità che continuano a permanere, soprattutto fra i sindaci della zona invitati nuovamente dal collega di Spessa, Giuliano Spiaggi. Si tratta della possibilità di costruire un insediamento che utilizzerebbe scarti vegetali prodotti in zona per la produzione di energia elettrica. L'invito era stato esteso a San Zenone, Zerbo, Costa de'Nobili, Torre de' Negri, Belgioioso, Valle Salimbene, Miradolo e Monticelli. Nonostante «un netto miglioramento, rispetto a prima uscita, sotto il profilo tecnologico dell'impianto» molti amministratori restano tiepidi di fronte alla proposta di Spessa. «Il problema riguarda la poca incidenza sull'economia locale» dice qualche sindaco che era presente l'altra sera. «Non porterebbe posti di lavoro in maniera decisiva e i vantaggi economici sarebbero soprattutto per gli agricoltori - osservano ancora i Comuni vicini - a fronte di garanzie a tutela dell'ambiente che sono ancora tutte da verificare. E' un insediamento modesto, è vero. Ma bisogna capire che cosa si vuole fare di questo territorio: se continuare a considerarlo a vocazione agricola nel vero senso della parola, oppure se lo si vuole occupare con tanti mini-impianti di diverso tipo. Andando però in una direzione completamente opposta». Qualcuno sottolinea anche «le emissioni di ossido di azoto, che per quanto in dosi minime si andrebbero ad aggiungere a tutte quelle già presenti a causa di numerosi impianti che ci sono nel Basso pavese». Più attendisti, invece, gli agricoltori che stanno valutando quali vantaggi economici possono derivare da una loro partecipazione ad un'operazione del genere.(g.s.)BR