«La lista è lunga, ma alla luce del sole»

b PAVIA./b «Non conosco il caso e non mi permetto di giudicarlo. Ma, a spanne, mi viene da dire che alla base di tutto potrebbe esserci un errore di comunicazione tra paziente e medico. Non è infrequente che arrivino segnalazioni in questo senso che hanno generato una perdita di fiducia del paziente».BR Mario Scalamogna è il direttore del Nit, il Nord italia trasplant. «L'attesa è lunga, lo sanno tutti. Ma è anche trasparente. E non è di un centro medico in particolare ma nazionale - dice - Il fatto che un paziente abbia atteso otto anni può invece significare che c'è stata una buona assistenza e il mantenimento delle condizioni che hanno consentito la sopravvivenza di un malato cronico». Eppure il paziente rimprovera ai medici che avrebbero potuto informarlo prima. «Mi verrebbe da dire, davvero, che qualcosa nella comunicazione non è andato per il verso giusto - dice Scalamogna - Un centro come Pavia tra l'altro è sempre disponibile, noi lo sappiamo bene, a ricevere qualsiasi segnalazione, a qualsiasi ora del giorno e della notte».BR «Se l'avessi saputo prima mi sarei rivolto altrove» sostiene però Mauro Fonsa. «Penso che quando ci si accorge che il trapianto è sfavorevole sia onesto dirlo - dice Scalamogna -. Il medico ha due responsabilità: verso il singolo e verso altri pazienti in attesa. La sensibilità su questo è forte e lo testimoniala cooperazione tra centri, lo scambio di organi». (m.g.p.)BR