L'Oltrepo più bello navigando su Internet

bVARZI. /b Per qualcuno è questione di risorse ma per loro, i giovani del team di ricerca del professor Andrea Membretti dell'Università di Pavia, la chiave per un domani diverso per l'alto Oltrepo è soprattutto questione di professionalità, competenze, passione. Di questo si parlerà oggi pomeriggio, alle 15, nella sala dei Cappuccini di Varzi il convegno Equal dal titolo «Cultura e identità come fattori di sviluppo locale». A moderare il meeting sarà il direttore de La Provincia Pavese, Pierangela Fiorani.BR bRilancio sul web/b.BR «Bisogna ragionare per valli, puntare su un marketing strutturato, sfruttare la risorsa Internet senza disperdersi - sprona Membretti, anticipando i temi del convegno -. C'è da imparare da chi si è mosso prima di noi, raccogliendo risultati ben al di là delle più rosee attese. Un esempio? L'Alto Adige». Al tavolo di sabato prenderanno posto gli esponenti del Gal alto Oltrepo, della Provincia, del Comune di Varzi e di tutti gli enti locali del progetto Equal. Membretti, docente titolare del corso di Sociologia urbana e del territorio, offrirà lo spunto presentando l'esito della prima fase di una ricerca svolta nell'ambito del corso di laurea d'Ingegneria Edile e Architettettura. «Abbiamo attivato un laboratorio nella primavera-estate 2007 - racconta il docente su questa particolare esperienza -, un'esperienza giunta a conclusione della prima fase lo scorso settembre, che ha visto la partecipazione di 40 universitari laureandi più una serie di esperti, architetti e tecnici della Regione. Si è attivata una riflessione sull'alto Oltrepo come potenziale circuito culturale». Membretti e la sua equipe si sono posti il traguardo di far emergere tutte le risorse del territorio. «Per 3 mesi lo staff è stato impegnato in una serie di visite e consultazioni. Abbiamo prodotto screening, interviste, fotografie e videoriprese. Il mio gruppo ha lavorato su dati nuovi ma anche su quelli raccolti e mai messi in rete». L'equipe di Membretti ha anche catalogato agli storici mulini d'Oltrepo suggerendo come recuperarli. «In generale - spiega il professore - abbiamo lavorato su tutti beni culturali della valle Staffora e zone limitrofe. Ci siamo mossi da Bagnaria in su, fino al Lesima. Lateralmente, su un versante, fino a Romagnese e, dall'altro, fino a Valverde. In questa prima fase abbiamo escluso, per ragioni di tempo, l'area già più sviluppata dell'Oltrepo delle vigne».BR bIl bello in un clic/b.BR Ma lo staff di Membretti, che non ha percepito un euro di finanziamento, ha fatto di più con le sue sole forze: l'intera ricerca è stata trasformata in pagine web intitolate «Uno sguardo oltre» e, da domani, sarà a disposizione in una directory del sito ValleStaffora.info, all'indirizzo www.vallestaffora.info/cultura. «Per il momento saremo ospitati su questo portale - anticipa Membretti -. Sveleremo agli utenti del web i segreti di borghi e castelli, pievi e conventi, mulini e tradizioni. Ma parleremo anche della Resistenza in Oltrepo. Proporremo schede complete, foto e videointerviste. Presto il nostro lavoro potrebbe diventare il motore d'iniziative di più ampio respiro, in sinergia con la Provincia». In attesa della seconda fase del progetto, Membretti, a poche ore dal convegno, invita a guardare lontano: «Creare un network di lavoro e valorizzazione non significa solo trovare fondi, ma soprattutto voglia d'impegnarsi. La nostra è stata un'iniziativa gestita in modo autonomo, a costo zero per gli enti. Siamo in grado di fare molto con poche risorse - conclude Membretti -, dove le risorse ci sono vediamo d'incanalarle al meglio».BR bEmanuele Bottiroli /b