Scontrino, in città è un'abitudine Tutti i negozi in centro lo rilasciano

bVIGEVANO. /bbSe un mattino d'inverno un militare della Finanza facesse controlli in centro, alla ricerca di negozi che non rilasciano le ricevute, non avrebbe vita facile. A Vigevano, contrariamente a quello che dicono i dati nazionali, gli scontrini si fanno. E' abitudine diffusa rilasciare scontrini e ricevute: chi va a fare la spesa a Vigevano, lo riceve quasi sempre.BR /b «Mi sembra - dice una signora che porte le borse di almeno tre negozi - che tutti qui facciano lo scontrino. Non mi è mai capitato uno che non lo faccia. A volte sono io che li perdo».BR In piazza Ducale ieri un capannello di persone discuteva del problema. «E' un'abitudine diffusa - dicevano i presenti - qualche volta al bar si dimenticano quello del caffè, ma di solito lo scontrino lo fanno in città».BR E se non lo fanno, i clienti lo chiedono? «A dire il vero no - ribatteva una signora -: a me è capitato che il mio panettiere mi seguisse perché me l'ero dimenticato».BR A pochi passi un'altra donna, appena uscita da un negozio di alimentari, conferma questa tendenza: «E'un'abitudine diffusa quella dello scontrino e della ricevuta. Anche per i piccoli acquisti. Ad esempio, questa mattina sono andata al bar e mi hanno fato uno scontrino per un caffè».BR I controlli in effetti ci sono stati: gli stessi operatori commerciali temono di vedersi inflitte multe astronomiche per una dimenticanza. Al punto che qualcuno rincorre i clienti più sbadati anche fuori dal negozio per consegnare lo scontrino.BR Anche tra gli artigiani tutti rilasciano gli scontrini. Secondo i vigevanesi, solo qualche parrucchiere si dimentica di consegnare le ricevute: ma la nuova legislatura prevede che i negozi da barbiere che hanno un giro d'affari annuale inferiore ai 30mila euro possono anche forfettizzare.BR «Non mi meraviglia - dice il segretario dell'Ascom, Paolo Bandinu -: io sono convinto che in città gli scontrini si facciano. Oggi esistono vari tipi di controlli e non è semplice eluderli».BR In un certo senso, con l'introduzione degli studi di settore si può dire che il gioco non valga la candela e che convenga sempre pagare. La conferma arriva anche da Confartigianato. «Credo che non ci siano aziende che non ne fanno - spiega il segretario della sede di Vigevano e Lomellina, Carlo Ornati -: noi tra Vigevano e Mortara teniamo la contabilità a circa 500 aziende, il 30 per cento delle quali ha rapporti diretti con il pubblico. Non ci ricordiamo da quanto tempo non arrivi una ricevuta. Chi non aveva l'abitudine di farlo, con la nuova legislazione si è dunque adeguato». (a.ball.)BR