Del Piero: guai a mollare ora

b TORINO. /bHa scelto un momento mirato per lanciare un messaggio chiaro alla squadra: non guardiamoci allo specchio, anche se siamo stati bravi, ma teniamo alta la concentrazione e diamo qualcosa in più, altrimenti l'obiettivo Europa sfuma. Solo Alessandro Del Piero, il leader assoluto della Juve, poteva assumere tale ruolo. Spiega: «Abbiamo fatto tanta strada, ottenuto buoni risultati, raggiunta una ottima posizione in classifica. E' stata una stagione del tutto nuova per noi per caratteristiche, tenuto conto da dove arrivavamo e del fatto che abbiamo cambiato molto, mentre le altre hanno solo consolidato la propria struttura. Ma guai ad abbassare la guardia adesso. Gli elogi devono servire solo come stimolo, ma tutti dobbiamo dare qualcosa in più, anche se l'annata è stata bellissima, per farla diventare stupenda». Il momento non è stato scelto a caso, perchè la squadra è in difficoltà: pari stentato a Catania, vittoria-qualificazione in Coppa Italia con il brivido contro l'Empoli, infortunio a Chiellini che mette nei guai Ranieri perchè non ha sostituti all'altezza in difesa e domani arriva la Samp di Cassano. E' anche palpabile nell'aria la delusione dei tifosi che vedono soltanto giocatori partire e nessuno in arrivo, hanno toccato con mano il fallimento di Tiago e Almiron, ma si sentono dire dal presidente Cobolli Gigli che non sarà acquistato nessuno a gennaio. Del Piero, però, sul tema mercato non vuole parlare, anche lui toccato dalla linea societaria che considera un tabù assoluto affrontare questo argomento. Si limita a rispondere: «No, non mi hanno mai chiesto pareri sulle scelte di mercato, ma è giusto cosi, ognuno ha il proprio ruolo, io voglio avere ancora la testa libera di pensare da calciatore. Di certo, non bisogna colpevolizzare chi non ha reso secondo le aspettative: in allenamento si sono impegnati tutti al massimo ed è questo che conta». In un simile bagno di collettivismo, che caratterizza i discorsi di Alex c'è solo una piccola eccezione personalistica, gli strali nei confronti di chi lo aveva dato per finito: «Già quattro anni fa c'era chi diceva che non reggevo i novanta minuti, ma io preferisco non focalizzarmi su questi personaggi. Mi concentro su chi ha avuto fiducia in me e ringrazio. E' vero, sono migliorato fisicamente dall'inizio della stagione e soddisfatto di me stesso. Si, sono in un momento felice. Con Donadoni abbiamo chiacchierato: sarei orgoglioso di finire con gli Europei, ma sappiamo entrambi che il posto devo guadagnarmelo giocando bene nella Juve, è questo il passaggio obbligato».BR