Misure straordinarie in aiuto dell'economia Usa
b NEW YORK./bb Lo stato di salute dell'economia Usa preoccupa il presidente George W. Bush che, rompendo gli indugi, giudica «necessarie» misure per rilanciare la crescita e segue cosi il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke. W. Bush, esporrà oggi le ragioni alla base del pacchetto di misure a favore dell'economia americana. Ieri sera Wall Street ha chiuso di nuovo la seduta in pesante calo sui timori di recessione e della crisi dei mutui sub prime, con il Dow Jones in flessione del 2,46% e il Nasdaq che ha ceduto l'1,99% (a quota 2.346,90).BR /b Bush, non a caso, decide di parlare in conference call con i leader democratici e repubblicani del Congresso sugli interventi di natura fiscale da approvare (che il repubblicano John Boehner quantifica in 100-150 miliardi di dollari) sui quali si lavora a un accordo. L'economia sarà anche il tema guida del discorso di Bush sullo Stato dell'Unione del 28 gennaio. Le prospettive di crescita negli Usa sono peggiorate per il 2008, dice il capo della Banca federale, Ben Bernanke che, impegnato nell'audizione semestrale alla commissione Budget della Camera, esclude l'ipotesi di recessione. Spiega che misure fiscali («rilevanti» se di 100 miliardi di dollari, tanti quanto le perdite dei mutui subprime stimabili attualmente) sono utili «in linea di principio, visto che gli stimoli fiscali e monetari possono dare congiuntamente un più ampio sostegno all'economia di quanto non possano fare le singole azioni di politica monetaria».BR Aggiunge che è «di cruciale importanza» il fatto che i provvedimenti siano efficaci «velocemente, con impatto massimo entro i prossimi 12 mesi». Misure di altro tipo, rileva Bernanke, «potrebbero causare più danni che benefici», ma se restano nell'ambito della temporaneità - più efficaci se nella forma d'incentivi ai consumi piuttosto che di sgravi alle imprese - possono essere d'aiuto. Pur mettendo in guardia dai rischi legati all'allentamento dei controlli «sul fronte della spesa federale», ricorda come già nel 2001 azioni analoghe limitarono i danni a un'economia in recessione. Il presidente della Fed, che vede economia in rallentamento anche in Europa e Asia («ma meno rispetto agli Usa») promette una politica monetaria «aggressiva» e che la banca centrale prenderà «tutti i provvedimenti» per l'economia. Preoccupa il mercato immobiliare, con le costruzioni di nuove case negli Stati Uniti in calo a dicembre del 14,2% (a 1,006 milioni di unità), il peggiore dal 2001, mentre - quanto alle altre rilevazioni diffuse ieri - l'indice calcolato dalla Fed di Philadelphia, che sintetizza l'andamento del comparto manifatturiero della regione, è crollato a gennaio a -20,9 da -16 di dicembre. Le previsioni erano per un -1. «Resta in tensione l'erogazione del credito», prosegue Bernanke. «Nel comparto subprime - spiega Bernanke - ci sono qualcosa come 5 milioni di mutui del valore complessivo di mille miliardi di dollari. Mi pare un'esagerazione considerare che tutti i finanziamenti vadano in pignoramento, mentre è allo stato attendibile una cifra di 100 miliardi di dollari».BR