Lettere e biglietti sul banco Il dolore tra amici e compagni

bVOGHERA. /bSu quel banco della 2ª L tante buste, bigliettini scritti col cuore e l'innocenza dei suoi compagni. E poi i pupazzetti della Juventus, la squadra di Joshua. La media Plana è una scuola sconvolta dal dolore dopo le ore d'angoscia (ingiustificata) per un inesistente rischio meningite. Mamme e papà hanno tremato, ma ai compagni del 12enne finito in coma per un'encefalite virale fulminante poco importa cosa sia stato. Per loro, abituati a studiare e sgranocchiare la merendina all'intervallo con lui, conta solo che non c'è più, che qualcosa l'ha portato via. Nella sua classe tutto parla di lui, persino la lavagna col suo nome scritto sopra. Per i docenti, che l'altra mattina hanno accolto una classe in lacrime, è stata dura trovare la forza per spiegare l'accaduto. Perché spiegazioni vere non ce ne sono. E neanche parole. La professoressa Giovanna Bovio, la coordinatrice di classe, di quel 12enne finito in coma all'ospedale di Alessandria ricorda soprattutto la mitezza, la voglia di fare e di crescere. «Non è retorica, lui è sempre stato un alunno buono, di quelli che fa piacere trovarsi davanti ogni mattina, al suono della campanella. Attento, assolutamente socievole, desideroso di apprendere e d'imparare dai propri errori. La scuola è sconvolta da quello che è successo. A darci la forza sono i nostri alunni, i suoi compagni, che hanno voglia di ricordarlo com'era, con quelle sue lentiggini che lo facevano somigliare un po' a Gianburrasca». Anche per il preside, Francesco Rubiconto, sono state ore difficili. «Al dolore per un dramma che ha sconvolto tutti - racconta il dirigente - si è aggiunta la difficoltà, immensa, che il mio staff si è trovato ad affrontare a causa della psicosi meningite dilagata in tutto l'Oltrepo». Martedi il Plana, sentiti telefonicamente l'ospedale di Alessandria e il dottor Luigi Camana dell'Asl di Pavia, è stato l'unico istituto della città ad avvisare le famiglie per iscritto circa l'assoluta infondatezza della voce di un'epidemia. Eppure neanche questo è bastato. Ieri notte il dirigente della media via Marsala è dovuto ripartire da casa alla volta della scuola per verificare la voce (infondata) di un altro caso segnalato. Fino a notte fonda, Rubiconto e i suoi collaboratori hanno ricontattato ogni ospedale del territorio per avere le certezze che servivano per fornire adeguate garanzie ai genitori. Sempre nelle ultime ore si è temuto per altri due alunni, accompagnati dai genitori in pronto soccorso per dei semplici mal di testa. Placata la psicosi, Rubiconto ha dato sfogo alla commozione: «Quando ti trovi davanti a simili tragedie speri sempre in un miracolo, resti aggrappato alla speranza. Quello tra insegnante e alunno è un rapporto che sopravvive a tutto, ma lasciarsi cosi è davvero molto dura». (e.b.)BR