Il provvedimento deciso dalla Provincia

b PAVIA./b Negli istituti tecnici il provvedimento dell'ammistrazione provinciale sull'eventuale esclusione degli studenti provenienti da fuori provincia non è stato apprezzato.BR Sembra che la notizia abbia già messo in allarme molte famiglie che abitano alle soglie della provincia di Milano e che avrebbero iscritto i figli in scuole superiori pavesi.BR «Ci hanno già telefonato preoccupati - racconta Mauro Casella, vice-preside del Volta - per chiedere se fosse possibile iscrivere qui i figli o se ci fosse la possibilità di un'esclusione. Noi ovviamente rassicuriamo, anche perchè nel nostro istituto non abbiamo mai avuto problemi di sovraffollamento».BR In ogni caso molti dirigenti di istituto e insegnanti non sono d'accordo con il principio stesso del suggerimento della Provincia: «Non siamo assolutamente d'accordo sul discorso della territorialità. - prosegue Casella - Pavia è vista in tutto e per tutto come città della formazione e perchè continui ad esserlo deve essere un punto di riferimento non solo provinciale. Che senso ha la territorialità al giorno d'oggi? Soprattutto in una provincia come la nostra, cosi estesa. Ci sono zone della provincia, come il Vigevanese, che sono lontane. E da li non arrivano studenti. Invece ad esempio dall'area di Binasco, molto più vicina alla nostra città, arrivano in tanti».BR Anche il vicepreside del Bordoni non è favorevole al provvedimento della Provincia: «Ci sono scuole che hanno problemi di sovraffollamento - dice - ma non è il nostro caso e questa notizia ci potrebbe penalizzare perché molti genitori di altre province non iscriveranno i loro ragazzi a Pavia».BR Anche il preside dell'Itis Cardano, Gandini, concorda con i colleghi: «Il problema non ci tocca perchè abbiamo una sede molto spaziosa. Anzi, possiamo anche accogliere nelle aule del nostro liceo tecnologico coloro che non verranno presi negli altri licei».BR