«Sui rifiuti l'Europa è stata eccessiva»

bROMA./bb L'emergenza resta drammatica. Ma pur senza nascondere la gravità di una situazione che lui stesso aveva definito «allarmante», il Capo dello Stato torna sull'argomento rifiuti invitando ad inquadrare il problema nella giusta dimensione. Parlando a Lubiana, dove si trova in visita ufficiale, il Presidente Giorgio Napolitano è stato chiaro. «Abbiamo non poche questioni aperte all'attenzione dell'Europa», ha detto Napolitano citando tra queste l'emergenza Campania.BR /b Ma il caso, ha aggiunto con una certa amarezza, «ultimamente ha assunto un rilievo che forse va anche al di là della giusta misura». In questo momento, «il governo è certamente impegnato a perseguire soluzioni effettivamente radicali. Mi auguro che continui un impegno che dobbiamo a noi stessi prima ancora che all'Unione Europea», ha detto il Presidente ricordando che l'impegno italiano è apprezzato in Europa in molti settori, dal risanamento dei conti pubblici alla politica estera e di sicurezza comune: basti pensare al massicio contributo che, non senza scrifici, il paese sta dando alle missioni in Libano, Afghanistan, Kosovo, ha rimarcato Napolitano concludendo la missione in Slovenia.BR Il riferimento del Quirinale, per quanto indiretto, è alla Commissione Europea che nelle scorse settimane ha aperto nei confronti dell'Italia una procedura d'infrazione. Un «atto dovuto», fa sapere Bruxelles, ma anche una «procedura che la semplice gestione della crisi non sarà sufficiente a fermare», ha replicato ieri Barbara Hellferich, portavoce del commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas. «Risolvere la crisi è un atto dovuto e di per sè non garantisce che la crisi non si ripeterà, come è già successo», ha aggiunto il portavoce spiegando che «ci potrà essere un atteggiamento positivo solo se tutte le misure prese garantiranno il pieno rispetto della legislazione europea e la protezione dell'ambiente e della salute pubblica». Come dire, se il problema sarà risolto alla radice.BR La data cruciale, dunque, è quella del 28 gennaio, giorno fissato per il vertice tra la commissione Ue e le autorità italiane. In quella sede le parti discuteranno il piano italiano, nella speranza che si tratti di misure strutturali. E fino ad allora «ogni considerazione è prematura», ha ribadito Barbara Hellferich.BR A Roma, intanto, è polemica sui poteri affidati al supercommissario per l'emergenza Gianni De Gennaro, l'uomo che in quattro mesi dovrebbe portare la Campania fuori dal disastro. Rifondazione comunista ritiene che l'ordinanza firmata dal governo abbia affidato a De Gennaro poteri addirittura «dittatoriali», a sentire il deputato Francesco Caruso. Poteri da ridimensionare, specie in relazione alle deroghe sulle leggi di salvaguardia ambientale e all'uso dell'esercito a protezione dei siti destinati ad accogliere la spazzatura. Sui pieni poteri per De Gennaro insistono invece altri interlocutori, come il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Fonti di palazzo Chigi hanno precisato che i poteri di De Gennaro superiori a quelli dei suoi predecessori, «sono chiari e definiti e non ci sono problemi». Tuttavia, secondo alcuni osservatori, in caso di ricorsi ai tribunali sarebbe la legge ordinaria a prevalere e non certo l'ordinanza. Polemiche che almeno per ora non fermano De Gennaro, tornato ieri a Palazzo Chigi per un vertice con Prodi ed un incontro operativo con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso.(n.a)BR