Giordano: le tasse subito giù
BR bROMA./b La verifica di governo? Per Rifondazione è appena iniziata e solo alla fine del confronto con l'esecutivo il partito deciderà se continuare o interrompere la sua esperienza di governo. Franco Giordano apre i lavori della direzione e dell'esecutivo e prova a dettare a Romano Prodi l'agenda delle priorità. E intanto ribadisce il no all'uso dell'esercito in Campania per garantire l'ordine pubblico. Il segretario ripropone i cavalli di battaglia della sinistra radicale, invitata a lottare con Rfc per ottenere risultati concreti in particolare su aumento dei salari, lotta alla precarietà e contenimento dei prezzi, considerate le tre priorità sulle quali occorre intervenire «in tempi rapidissimi». Oggi nel corso del primo faccia a faccia con il premier la Sinistra arcobaleno presenterà la sua piattaforma divisa per agormenti: temi economici e diritti civili. Tornando a pretendere un intervento rapido sull'armonizzazione delle rendite finanziarie. «E' un provvedimento da fare al più presto visto che per essere operativo devono passare alcuni mesi», avverte Paolo Ferrero, ministro della solidarietà sociale. Rifondazione non si accontenterà di chiedere solo la tassazione delle rendite, tema che ha già diviso in altre occasioni la maggioranza. Giordano anticipa di voler chiedere a Prodi di «non aspettare la trimestrale di cassa per avviare la redistribuzione delle risorse perchè, lo dico brutalmente, i soldi ci sono». Secondo i conti del segretario della formazione maggiore della sinistra italiana, considerando anche gli introiti della lotta all'evasione fiscale, ci sono 12 miliardi che possono essere spesi mantenendo il rispetto degli obiettivi ma affrontando la drammatica emergenza sociale e il risanamento non è la sola priorità. Quanto alla richiesta avanzata dagli industriali circa nuove nuove risorse al sistema delle imprese, è netto il no di Rfc.BR La «scaletta» messa a punto da Giordano prevede inoltre che sui risultati della verifica sia consultata la base del partito con un referendum decisivo per decidere il che fare. Ma non tutto il vertice del partito è d'accordo. «Chi è che si esprime?» chiede per esempio Alfonso Gianni, ex braccio destro di Fausti Bertinotti. «L'unica platea qualificata che può farlo è il congresso: la democrazia prevede delle regole», aggiunge Gianni. E forti maldipancia vanno registrati anche sulle esclusione della questione dell'ampliamento della base di Vicenza dalla verifica.BR Da registrare inoltre un botta e risposta tra il segretario e Ramon Mantovani sul decreto sicurezza in discussione alla commissione Affari Costituzionali della Camera. Mantovani propone di votare contro il decreto, accusando il vertice del partito di non essere riuscito a strapparre alcuna modifica. «Se siamo un partito democratico non possiamo votare quella merda per accontentare quallche ministro e qualche sindaco sceriffo che va dietro a Veltroni», attacca Mantovani. Con Mantovani si schiera Elettra Deiana, vicepresidente della commissione Difesa. Franco Giordano media tra le varie anime. «Resta il giudizio critico sul decreto ma c'è spazio per modificarlo in Parlamento», dice promettendo una discussione in direzione nazionale sul tema.BR
Maria Berlinguer