Si profila il via libera dei giudici
BR BR b ROMA./b Una decisione rapida, da prendere già nella giornata di domani, per allontanare il sospetto di pressioni politiche sui giudici che negli ultimi mesi ha avvelenato il clima della Corte Costituzionale. Il barometro - secondo le indiscrezioni - indica al momento una maggioranza favorevole all'ammissibilità dei referendum. Ma non mancano perplessità da parte di alcuni, soprattutto sulla base di precedenti decisioni della Corte, in particolare quelle di inammissibilità di referendum per difetto di immediata applicatività e operatività della normativa di risulta, oppure per il rischio di una radicale trasformazione della 'ratio' della norma originaria.BR La posta in gioco è politicamente alta: i referendum proposti dal Comitato capeggiato da Mariotto Segni e da Giovanni Guzzetta rischiano di creare un terremoto a discapito dei piccoli partiti, con il divieto di candidature multiple e con la cancellazione del collegamento tra liste al Senato e alla Camera, cosi da consentire il premio di maggioranza alla lista che raccoglie più voti. Tuttavia - viene fatto notare in ambienti della Consulta - chi si arrovella sugli equilibri all'interno della Corte, in questo caso rischia di fare male i calcoli, vista la trasversalità degli schieramenti politici o contrari al referendum. Se la posta in gioco è politica, la Corte dovrà sciogliere innanzitutto nodi giurisprudenziali. Il giudizio sull'ammissibilità sarà basato esclusivamente sui criteri di omogeneità, chiarezza, univocità, e completezza dei tre quesiti referendari, oppure la Corte si spingerà fino a valutare un'eventuale illegittimità della normativa risultante dall'approvazione del referendum? Il 'taglia e cuci' alla legge elettorale del 2005 (ribattezzata 'porcellum') fatto da Segni e Guzzetta è stato compiuto ad arte oppure l'effetto abrogativo parziale rischia di essere irragionevole, dal momento che si attribuirebbe il premio di maggioranza alla lista che ottiene un numero anche molto basso di voti?BR Alla Corte sono arrivate complessivamente 24 memorie, riferibili al Comitato promotore e ad otto tra partiti (i cosiddetti 'nanetti', come Sd, Udeur, Pdci, Sdi) e associazioni contrari al referendum. Il governo non si è invece costituito dinanzi alla Consulta.BR