Energia dal sole sulla montagna di rifiuti
BR bCASTEGGIO./bb Un miniera di energia solare su una montagna di pattume: è la scommessa che si gioca nella discarica dismessa della Saeco a Casatisma. Un milione e 800mila tonnellate di rifiuti stoccati dal 1979 al 1995 che finora hanno prodotto energia grazie ai gas di fermentazione.BR /b Il biogas prodotto dai rifiuti, però, si sta esaurendo: gli impianti per trasformare il gas in energia elettrica (tre motori in grado di produrre 3 gigawatt e il collegamento con la rete nazionale), anno dopo anno rendono sempre meno. Fino ad ora, la vendita dell'energia prodotta con i biogas ha coperto le spese per la gestione in sicurezza (obbligatoria per trent'anni e quindi fino al 2025) della discarica. Il timore dei comuni soci di Saeco che gestiva la discarica (26 in tutto l'Oltrepo, compresa Voghera), è quello di dover partecipare alla spese per la gestione. Da qui una sorta di benevolenza diffusa verso il progetto di installare sulla discarica esaurita di Casatisma una enorme batteria di 35mila metri quadrati di pannelli solari in grado di produrre energia da immettere nella rete nazionale grazie ai trasformatori e ai collegamenti già realizzati per sfruttare l'energia prodotta dal 1996 ad oggi con la fermentazione.BR bIl progetto fotovoltaico./b Il 28 gennaio andranno l'asta i 14 ettari della discarica dismezza di Casatisma. Non è la prima asta, e da una base di circa due milioni di euro si è scesi a circa 470mila euro. Perchè un pool di imprenditori dovrebbe essere interessato all'acquisto di una grande area nella quale sono sotterrati un milione e 800mila tonnellate di rifiuti solidi urbani? Perchè la discarica, dal 1996, ovvero dall'anno successivo alla chiusura, dispone di tre motori caterpillar che producono energia elettrica bruciando il biogas sprigionato dalla fermentazione dei rifiuti e anche degli impianti necessari a trasferire l'energia prodotta sulla rete nazionale partendo da un collegamento a 15mila volts. Visto che i rifiuti con il tempo mineralizzano e quindi producono sempre meno biogas, acquistare l'area ha senso se si dispone dei fondi da investire per installare i pannelli solari su un'area abbastanza grande da garantire una produzione economica.BR bI numeri./b I pannelli solari sarebbero installati su una superficie complessiva di 35mila metri quadrati: «Insieme agli altri due Comuni proprietari dell'area (Castelletto di Brandizzo e Verretto ndr), abbiamo già deciso di porre come unica condizione vincolante per il recupero dell'ex Saeco quella di accogliere favorevolmente l'impianto di produzione energetica alimentato con pannelli solari - spiega il sindaco di Casatisma Vittorio Castagnola -. Anche l'assessore provinciale all'ecologia Ruggero Invernizzi è al corrente di questa iniziativa e l'ha giudicata positivamente. I pannelli solari garantirebbero una produzione annua di un megawatt, una quantità di energia elettrica capace di soddisfare un'utenza di centinaia di famiglie. Senza contare che questo tipo installazione coprirebbe solo un terzo dell'intera area, dunque in futuro l'impianto potrebbe avere ulteriori sviluppi».BR bLa questione prezzi./b Casatisma, fino ad ora, ha prodotto energia elettrica bruciando nei tre motori Caterpillar di derivazione marina il biogas prodotto dalla fermentazione dei rifiuti. Ma potrebbe anche bruciare metano che arriverebbe comodamente dalle condutture installarte per il funzionamento della vecchia fornace. Perchè, allora, investire sull'installazione di pannelli solari? Perchè, grazie alle leggi che privilegiano la produzione di energia da fonti rinnovabili, i gestori nazionali pagano di più l'energia prodotta con i pannelli rispetto a quella prodotta con il metano.BR bLe difficoltà tecniche./b La discarica di Casatisma, in ogni caso, non è pronta ad accogliere da un giorno all'altro i pannelli: i rifiuti sono stati stoccati in lotti singoli chiusi con 'top" di inerti che hanno creato una sorta di andamento collinare. E la mineralizzazione dei rifiuti ha creato nel tempo avvallamenti. Sarebbe necessario, quindi, livellare il terreno per sistemare i pannelli. Altra spesa da aggiungere a quella dell'acquisto dell'area e a quella dell'installazione degli impianti.BR (Ha collaborato Simone Delù)BR
Stefano Romano