Cilavegna, polemica sui vandalismi La minoranza: "Mancano i controlli"
b CILAVEGNA./b «Il nostro territorio comunale è lasciato in balia di teppisti che non trovano di meglio da fare che profanare la statua della Madonna: se mancano i vigili urbani per le strade, però, la colpa è della giunta». L'atto di accusa arriva da Giuseppe Colli, consigliere della minoranza di centrodestra, che prende spunto dall'ultimo atto vandalico ai danni del presepe allestito sul sagrato della chiesa parrocchiale. Colli punta l'indice contro il sindaco Giusto Fuga e la maggioranza di centrosinistra lamentando la mancanza di una politica seria di controllo del territorio. «Io non incolpo la polizia locale: accuso gli amministratori comunali di maggioranza, che non hanno studiato un atto di indirizzo per i nostri agenti di polizia locale - aggiunge -. Se mancano i vigili per le strade di Cilavegna la colpa è della giunta». Nel mirino del consigliere di minoranza c'è anche la propensione a utilizzare l'autovelox «in modo indiscriminato». «La popolazione della nostra cittadina si lamenta e ha pienamente ragione: il Comune posiziona questa apparecchiatura solamente per fare cassa ai danni degli automobilisti - dice ancora il forzista Colli -. La giunta utilizza una frase sibillina come 'controllo della circolazione stradale" per introitare più soldi possibili: inoltre, agendo in questo modo, mette in cattiva luce gli agenti di polizia locale, che purtroppo sono sempre i primi a essere criticati dai cittadini». Il consigliere prende spunto dalla profanazione del presepe. Un gesto inqualificabile, che il parroco, don Mario Tarantola, aveva stigmatizzato parlando ai fedeli dal pulpito: «Accanirsi contro la Madre di Gesù è un gesto di uno squallore unico». Il sacerdote aveva poi incoraggiato la Pro loco a riproporre la rappresentazione anche l'anno prossimo. «Cilavegna è preda di questi teppistelli, di questi vandali che colpiscono ormai dappertutto e non si fermano nemmeno davanti ai simboli più sacri della nostra religione», aggiunge ancora Giuseppe Colli. Sotto accusa, infine, anche la convenzione di polizia locale con due Comuni limitrofi. «In passato avevamo un accordo con Cassolnovo a Albonese: mi chiedo perché i contributi per la videosorveglianza sono andati tutti a Cassolnovo - conclude Colli -. A Cilavegna non ne abbiamo visto nemmeno l'ombra». (u.d.a.)BR