Edimes, Sacco non ha paura

BR bPAVIA. /bbOra più che mai c'è bisogno di Giancarlo Sacco. I risultati altalenanti di questo girone d'andata (7 vittorie e 7 sconfitte) nutrono i dubbi dei dirigenti dell'Edimes, che temono di vivere una stagione sempre in bilico tra i play off e il limbo di una salvezza anonima. In queste condizioni la cosa più facile è cambiare l'allenatore per dare una scossa alla squadra, salvo poi pentirsene. Quella di oggi contro Rimini (diretta tv alle 20 su RaiSportSat) può essere una gara decisiva per il futuro del coach pesarese. «I nostri risultati sono in linea con le difficoltà del campionato e le tante scommesse della nostra squadra - sostiene Sacco - ma sono convinto che arriveremo ai play off».BR /b bChe partita sarà?BR /b«Complicata perché il gioco di Rimini è fatto più di situazioni che di schemi precisi. Per non farci sorprendere dovremo essere molto attenti».BR bRimini è prima nella classifica dei rimbalzi offensivi, quanto conterà?BR /b«A volte vanno a rimbalzo offensivo in cinque, se prendiamo noi il pallone possiamo colpire in transizione».BR bPer Rimini quanto peserà l'assenza di Scarone?BR /b«E' un metronomo, ma manca da cosi tanto che ormai Pinton ha preso sicurezza nel condurre la squadra».BR bCoach Ticchi dice di temere lei e Brkic.BR /b«In effetti io da 3 ho un'alta percentuale (e sorride, ndr). Brkic è un 'ibrido", come il loro Bell. Se in giornata possono condizionare il risultato, ma in una gara cosi un singolo emerge solo per le lacune degli avversari».BR bCosa manca a questa Edimes per uscire dal pantano della metà classifica?BR /b«Le prime hanno solo tre vittorie in più e noi abbiamo anche un paio di sconfitte su cui recriminare. Il grande equilibrio e i risultati altalenanti sono l'identità di questo campionato».BR bQuindi all'Edimes non servono nuovi giocatori?BR /b«Ogni società si guarda attorno, ma in questa stagione c'è posto per 16 passaportati in meno, il che significa che 16 italiani in più rispetto a un anno fa hanno trovato posto già in estate. Non è un caso se finora si è mosso solo chi cerca gli americani».BR bTomassini ha detto che «a 19 anni quando un americano chiama palla è difficile non servirlo». Ai pavesi ricorda quel che succedeva tra Zatti e Oscar, con il brasiliano che segnava 45 punti, ma la squadra perdeva. C'è lo stesso rischio?BR /b«No perché nessuno è condizionante come Oscar. E' normale che gli americani abbiano più responsabilità, ma abbiamo giochi per liberare al tiro tutti e in campo contano le situazioni. Un esempio? Se Brkic è in palla è giusto servirlo con continuità».BR bPerché Pavia ha risultati cosi altalenanti?BR /b«Questa Edimes è piena di scommesse, penso a chi viene dalla B1, ai giovani e a chi ha deluso nelle scorse stagioni. Solo lavorando insieme, con tempo e fiducia, possiamo vincerle. Un esempio? Abbiamo cominciato la stagione difendendo male, nelle ultime tre partite invece abbiamo limitato gli avversari, ma ci siamo riusciti tutti insieme».BR bDubbi sulle scelte fatte?BR /b«Ho fiducia nelle mie competenze e in questi ragazzi, ma il 'tutto e subito" non lo so fare».BR bQuanto può valere questa Edimes ai play off?BR /b«Ce la giocheremo perché siamo più adatti a quel tipo di sfide che a una stagione regolare lunga. E poi in 24 anni da coach di spareggi ne ho vissuti tanti, penso di sapere come affrontarli».BR bPrima bisogna arrivarci, si sente sotto esame?BR /b«Chi fa questo lavoro lo è sempre, io poi un anno a Pesaro sono stato cacciato quando eravamo secondi e imbattuti in casa perché i dirigenti avevano il pallino di Caja. Io sono sereno e penso che Pavia arriverà ai play off anche se ci sarà da sgomitare fino all'ultima giornata».BR

Claudio Malvicini