Assolda boss per non pagare i debiti Direttore di banca finisce in manette

b BARI. /bbGli aveva ristrutturato la villa di campagna ma non voleva pagare la somma pattuita, 88.000 euro: per questa ragione un direttore di banca avrebbe ingaggiato un presunto boss di Cerignola (Foggia) con il compito di indurre il titolare dell'azienda edile che aveva realizzato i lavori ad accontentarsi della somma di 15.000 euro. La vittima è stata picchiata, ma non si è piegata.BR /b Una settimana dopo i fatti, i carabinieri della compagnia di Molfetta (Bari) hanno arrestato cinque persone: il direttore della banca (l'unico ad aver ottenuto i domiciliari), il cognato del funzionario, che avrebbe fatto da intermediario con il capoclan, lo stesso boss e due suoi 'picciotti". Gli arrestati devono rispondere di estorsione aggravata e di lesioni personali. Secondo l'accusa, in cambio della mediazione del malavitoso, il direttore avrebbe promesso al boss una ricompensa di 5.000 euro. Gli arresti sono stati eseguiti in base ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trani (Bari) Roberto Oliveri del Castillo, che ha accolto le richieste del pm inquirente Ettore Cardinali. Il 3 gennaio scorso, dopo aver accettato l'incarico, il boss ha telefonato all'imprenditore, al quale si è presentato come 'don Giuseppe". Il capoclan - secondo i carabinieri - nel corso della conversazione avrebbe consigliato alla vittima di accontentarsi della somma di 15.000 euro. «Serve - avrebbe detto - per continuare a vivere senza problemi». Nonostante l'invito in stile mafioso, l'imprenditore ha deciso di non piegarsi alle minacce: per questo, dopo due giorni, è stato convocato per un appuntamento in un'area di servizio dove però è stato pestato e accoltellato dal boss e da due suoi affiliati. L'episodio è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso dell'area di servizio e il filmato è stato sequestrato dai carabinieri del comando provinciale di Bari, diretti dal col. Gianfranco Cavallo che sono riusciti a risalire alla vittima. Dopo aver vinto la reticenza dell'imprenditore, riconosciutosi nel filmato dell'aggressione, gli investigatori hanno compiuto indagini, riuscendo a ricostruire la vicenda. Dopo l'aggressione le minacce nei confronti dell'imprenditore sono continuate, fino all'8 gennaio quando la vittima, pur non avendo ricevuto alcuna somma, ha consegnato ai suoi aguzzini una falsa dichiarazione nella quale attestava di aver percepito 25.000 euro.BR