Il Banco di Sicilia si ribella a Unicredit

bPALERMO. /bbUnicredit apre il dossier Banco di Sicilia, annunciando l'intenzione di azzerare il Cda della banca (controllata al 100%), a partire dal presidente Salvatore Mancuso. Piazza Cordusio non ha digerito il blitz del Cda del BdS che, assenti i consiglieri espressione di Unicredit, ha nominato Giuseppe Lopes direttore generale del BdS, al posto di Roberto Bertola, in carica da agosto per volere di Profumo.BR /b Bertola era osteggiato dal management siciliano che avrebbe preferito valorizzare professionalità interne. Fonti del gruppo bancario rilevano che in realtà dietro allo scontro Unicredit-Mancuso, ci sarebbero i mal di pancia di Profumo rispetto alla eccessiva ingerenza della politica siciliana nella gestione del BdS. In particolare, il management milanese contesterebbe una ventina di assunzioni fatte di recente dal BdS, tra cui parenti di esponenti politici siciliani, in una fase in cui il gruppo sta gestendo gli esodi volontari e la vendita di alcune agenzie. Nel mirino ci sarebbero anche alcune operazioni finanziarie fatte dai dirigenti del BdS. Sulla vicenda delle nomine, Unicredit giudica le scelte «prive di validità, per le modalità con le quali sono state assunte». Piazza Cordusio conferma «la propria massima fiducia al direttore generale in carica Roberto Bertola» e annuncia la convocazione per il 15 gennaio del comitato nomine del gruppo «per imprimere accelerazione alla procedura di rinnovo del consiglio del Banco e valutare ogni possibile azione di responsabilità».BR E' possibile, insomma, una imminente rivoluzione nel board del Banco, prima della scadenza naturale, prevista ad aprile. Il nome di Salvatore Mancuso, che siede anche nel Cda di Unicredit in rappresentanza dell'azionista Regione siciliana (0,62%), è circolato in questi giorni anche come possibile candidato alla presidenza della Regione, in quota Fi. Una indiscrezione smentita seccamente dal diretto interessato che ha definito «strumentale e volgare» la voce di un suo possibile ingresso in politica. Unicredit ha tentato fino all'ultimo di convincere i dirigenti del BdS a revocare la convocazione del Cda, senza alcun risultato. La preannunciata assenza alla riunione dei consiglieri di nomina Unicredit non è stata sufficiente a far saltare il numero legale. Dalla sua vacanza all'estero, l'ad Beniamino Anselmi si è collegato telefonicamente durante la riunione, alla quale, oltre a Mancuso, hanno partecipato i quattro componenti espressione della Regione siciliana, facendo cosi scattare il numero legale. Fonti Unicredit rilevano che le delibere assunte dal Cda del Bds non sono valide perché le decisioni spettano al comitato nomine di Unicredit secondo quanto prevede il regolamento interno sulla governance del gruppo, recepito «con voto unanime» anche del BdS, dopo la fusione con Capitalia e l'ingresso in Unicredit. Al silenzio dei sindacati (tranne la Fica-Cgil che si schiera con Unicredit), fa da contraltare la difesa di Mancuso da parte di alcuni parlamentari di Fi come Gaspare Giudice e Pippo Fallica. Mentre il Governatore Cuffaro si dice certo che il Cda «si è sempre mosso in piena autonomia nell'interesse dei siciliani» e annuncia che incontrerà Profumo.BR