Il riscatto di Hillary, il ritorno di McCain

BR bWASHINGTON. /bAdesso, si ricomincia. I risultati a sorpresa delle primarie del New Hampshire, che hanno confermato la tradizione dello Stato di respingere i candidatI vincitori dei caucus dello Iowa ma smentito tutti i sondaggi della vigilia, hanno rimesso in forse tutte le certezze sul futuro della campagna presidenziale americana. Hillary, che era parsa ancora in crisi a poche ore dalla chiusura dei seggi, ha vinto con il 39 per cento dei voti, lasciando il suo rivale Obama con il 36 e Edwards, terzo, con il 17 per cento. Il governatore del New Mexico, Bill Richardson, ha confermato la sua inattesa resistenza con un onorevole 5 per cento, che lo mette in una posizione più forte per la corsa alla vicepresidenza. A portare Hillary alla vittoria sono state soprattutto le donne, che hanno affollato i seggi in percentuale superiore agli uomini e hanno favorito l'ex first lady con percentuali che sono arrivate fino al 18% per le donne non sposate e senza figli. A favore della Clinton, hanno votato anche la maggioranza degli iscritti ai sindacati e i democratici iscritti al partito. Obama ha invece avuto la maggioranza del voto degli indipendenti che hanno votato per il partito democratico, ma ha dovuto rassegnarsi a dividere i voti dei non affiliati con il candidato repubblicano John McCain. «Ho ascoltato quello che mi avete detto e nel farlo ho trovato la mia voce», ha detto una Hillary commossa dopo la vittoria.BR Se Hillary è stata in New Hampshire una «comeback kid» come lo era stato nel 1992 il marito Bill, i risultati del New Hampshire hanno comunque lasciato molti problemi alla sua campagna elettorale. Obama, infatti, è uscito solo parzialmente indebolito da un secondo posto a poca distanza dalla vincitrice e ha già promesso che userà le «buone abitudini della politica di Chicago» per rispondere con durezza agli attacchi della sua avversaria. La forza del senatore dell'Illinois, per di più, sta già costringendo entrambe le campagne elettorali a raddoppiare gli sforzi per raccogliere soldi, visto che dovranno competere in tutti gli stati. Il primo vero banco di prova arriverà il 26 febbraio, quando si voterà per i democratici in Carolina del Sud. Lo stato è uno dei più poveri e ha una popolazione per un terzo nera. Nella competizione tra il primo nero e la prima donna aspiranti alla presidenza nella storia americana, cosi, saranno ancora una volta le donne, questa volta quelle di colore, a dire probabilmente la parola definitiva. Hillary ha un ottimo rapporto con la comunità nera, ma Obama sta velocemente guadagnando appoggi tra i giovani e gli universitari, anche bianchi.BR Anche tra i repubblicani, tra l'altro, il risultato del New Hampshire è servito soprattutto ad aumentare le incertezze. McCain ha vinto con il 37 per cento dei voti e ha lasciato Romney al 31, Huckabee all'undici e Giuliani, quarto, al nove. L'anziano senatore e eroe della guerra del Vietnam ha festeggiato la sua vittoria assicurando che metterà tutta la sua energia nelle tappe successive. Non certo per caso, però, i suoi voti sono venuti soprattutto dagli indipendenti, mentre le due anime del partito, quella preoccupata soprattutto degli aspetti economici e quella interessata alle questioni sociali, sono rimaste divise tra Romney e Huckabee. Ieri, Romney è corso a Boston a rassicurare i suoi ricchi sostenitori. Ma già si sa che, mentre Giuliani sta pagando i grossi errori di strategia nella sua campagna, Huckabee potrà trovare un terreno fertile in Carolina del Sud.BR

Maria Colombo