Il caffè a un euro, tanti si sono già adeguati

b PAVIA./bb Rincara la tazzina di caffè. Ma non per tutti. Se molti bar - circa uno su due - hanno deciso di aumentare i prezzi di caffè e cappuccino, tanti sono anche quelli che - in un momento di rincari su ogni fronte - cercano di coccolare la loro clientela proponendo ancora caffè a 90 centesimi. C'è dunque prudenza tra i baristi nel prendere una decisione che, se agli occhi di tanti può sembrare minima. L'Associazione commercianti sottolinea che il prezzo della tazzina è libero.BR /b Ma, dalla sede Ascom di palazzo Bottigella, ci tengono pure a sottolineare che, in anni in cui molti prodotti sono aumentati anche del 100%, è stato proprio il prezzo del caffè quello che più si è mantenuto stabile. I costi, infatti, erano fermi dal 2001. Al bar Annabella il caffè si consuma ad un euro. «Non c'era alternativa - dice il gestore Giampiero Canevari -. Ho sette dipendenti e costi altissimi di gestione. Sono poi rincarati caffè, latte e zucchero. Solo chi ha una gestione familiare può oggi permettersi di tenere il prezzo a 90 centesimi. Noi dal 2 gennaio abbiamo attuato l'aumento, ma nessun cliente si è fino ad ora lamentato». In Galleria Manzoni, al bar Bologna, il listino prezzi non è cambiato. «Ho un genere di clientela che preferisco trattare cosi», dice il titolare.BR E a 90 centesimi si beve ancora il caffè al bar Bordoni, a fianco della Camera di commercio in via Mentana. Ma solo per pochi giorni. Presto anche questo esercizio commerciale provvederà al rincaro. Solo il tempo di preparare il nuovo listino prezzi. Nessun rincaro in vista, invece, al caffè Haiti di corso Cavour - uno dei locali di culto per gli amanti del genere - spiegano che «per aumentare c'è sempre tempo».BR In via Pusterla, al Classic Bar ecco un altro locale dove il listino non sarà ritoccato. «Non ci sono soldi, la gente fa fatica a spendere. Ci vuole un po' di coscienza anche da parte nostra. Se aumentiamo i prezzi corriamo il rischio che i clienti consumino meno di quanto già facciano. Tenere il caffè a novanta centesimi può, invece, essere interpretato come un segnale di attenzione e sensibilità verso il cliente». E' di pensiero ben diverso il titolare del bar Melograno, viale Libertà. «Chi non si è adeguato non sa fare i conti. Mi spiace dirlo ma bisogna tenere in considerazione tutta la gestione del locale, non guardare solo a quanto costa in sé una consumazione».BR Sulla stessa linea il bar Italia, di corso Garibaldi. «Chi può avere il coraggio di arrabbiarsi se il caffè passa da novanta centesimi a un euro? Da quando è entrato in vigore l'euro questa è forse l'unica voce di spesa a non essere mai rincarata. Guardiamo quanto sono aumemtati gli altri prodotti! Questo i clienti lo capiscono e infatti nessuno si è ancora lamentato per l'aumento del caffè».BR Sempre in corso Garibaldi, questa volta al bar Linus: «Preferisco aspettare e chiedere ancora 90 centesimi. Ai miei clienti va bene cosi». E' indeciso, invece, il titolare del Plaza Cafè (piazza Vittoria): «Voglio sapere che cosa intendono fare i bar della zona. In base alle loro scelte deciderò. La concorrenza è forte e non va sottovalutata».BR Si adeguerà presto alla tazzina ad un euro anche il bar Petrarca. «Non l'ho ancora fatto, ma i listini li ritoccherò. Mi sembra giusto farlo visto che aumenta tutto», dice il titolare.BR bRaffaella Costa /b