Prodi: oggi misure radicali. E sale al Quirinale
bROMA./bb Una soluzione radicale in 24 ore, anche mobilitando l'esercito. L'ha promessa il governo che, di fronte all'aggravarsi della questione rifiuti in Campania, ha rotto gli indugi e deciso di intervenire direttamente con una propria iniziativa. Oggi, dopo un nuovo vertice a Palazzo Chigi di Romano Prodi con i ministri degli Interni, della Difesa e dell'Ambiente, sarà varato un pacchetto di misure, se necessario anche con la convocazione di un Consiglio dei ministri straordinario. Ne dovrebbero far parte interventi immediati con l'individuazione di nuovi siti, probabilmente in aggiunta, e non in alternativa a quello di Pianura, per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti rimossi dalle strade anche con la mobilitazione dei mezzi dell'esercito.BR /b Nonché interventi di medio e lungo termine (la programmazione di nuovi termovalorizzatori) per la soluzione strutturale del problema.BR Ieri sera, dopo una giornata trascorsa a Palazzo Chigi per mettere a punto gli interventi, Romano Prodi è salito al Quirinale per illustrare le misure operative individuate a Giorgio Napolitano. Un incontro sollecitato del resto con forza dal presidente della Repubblica che, tornato da Capri, ha chiesto un'azione immediata del governo. Napolitano avrebbe dato via libera all'esecutivo.BR Il governo riferirà domani anche alla Camera sull'intera vicenda in diretta Tv. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, anche se non è ancora stato deciso chi interverrà, mentre il centrodestra chiede che sia lo stesso Prodi a riferire sull'emergenza.BR «Non è il momento di fare polemiche - ha detto ieri sera Silvio Sircana, portavoce di Prodi, nel consueto briefing con i giornalisti a Palazzo Chigi - stiamo lavorando, siamo prossimi a una soluzione che affronta radicalmente il problema». E la «soluzione radicale», ha poi precisato, sarà trovata «entro 24 ore».BR Una soluzione che non potrà che essere transitoria, almeno in un primo tempo. La rimozione dei cumuli di spazzatura che affliggono Napoli e la Campania e il loro trasporto in nuovi siti di raccolta.BR Anche se il commissario di governo per l'emergenza rifiuti, Umberto Cimmino, ha sostenuto che la scelta della discarica di Pianura «resta ferma». Una dichiarazione che è sembrata in qualche modo in contrasto con l'abbandono della località ieri sera da parte delle forze di polizia. Anche se ieri sera si è diffusa la voce che potrebbe essere proprio l'Esercito a subentrare nel controllo dell'area.BR «Ho chiesto l'uso dell'Esercito non solo per le scuole, ma per rimuovere i rifiuti dalla strada e attrezzare aree provvisorie di stoccaggio», ha invece sostenuto il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, «sarà domani Prodi a valutare se è fattibile». Il leader verde ha sostenuto anche gli inceneritori sono «strumenti vecchi e superati», ma da preferire in ogni caso ai roghi dei rifiuti. «Io ho firmato per due termovalorizzatori in Campania sulla base del parere della commissione per la valutazione di impatto ambientale. Ho consentito che si facciano degli impianti, ma ovviamente tutelo la salute dei cittadini e voglio che abbiano tutte le procedure e l'impiantistica più moderna per garantire la cittadinanza».BR Pecoraro Scanio respinge comunque l'accusa ai Verdi di essersi opposti negli anni scorsi alla realizzazione di qualsiasi impianto. Mentre ribadisce la contrarietà al fatto che in Campania sia stata affidato l'intero piano rifiuti ad una sola impresa, l'Impregilo. E al centrodestra, che attacca governo nazionale e locale di centrosinistra, replica invitando a dire «cosa hanno fatto loro in cinque anni: ricordino che hanno molti inquisiti tra le loro fila per vari legami».BR E prende di petto Pier Ferdinando Casini che ha chiesto le sue dimissioni: «Casini farebbe bene a fare pulizia nel suo partito in Campania - ha detto infatti - dove ha parecchi inquisiti». Immediata la replica di Casini che sfida il ministro a un confronto pubblico a Napoli: «Pecoraro Scanio faccia nomi e cognomi degli inquisiti Udc in Campania, oppure ammetta di essere uno dei responsabili del disastro che si è prodotto nella sua regione».BR