Chiusa la stagione di caccia «E' stato un anno positivo mai cosi tanta selvaggina»
b CASTEGGIO./b b Chiusa la stagione venatoria in Oltrepo Pavese. «Di comune accordo, l'Ambito Territoriale di Caccia Casteggio Oltrepo Nord e quello di Varzi hanno deciso lo scorso 31 dicembre di far cessare l'attività venatoria nella nostra zona - annuncia Vittorio Venco, che è a capo dell'Atc 4 Casteggio Oltrepo Nord - Si è conclusa cosi un'annata ottima per questa disciplina, i cacciatori hanno manifestato la loro soddisfazione perché quest'anno hanno trovato tanta selvaggina, in particolare lepri».BR /b Già avviati i preparativi per la prossima stagione di caccia. «E' iniziata la cattura delle lepri che successivamente saranno liberate nelle zone di ripopolamento, quest'anno conterei di arrivare al migliaio di capi catturati - anticipa il presidente dell'Atc4 - I nostri guardiacaccia si occuperanno della buona conservazione delle zone di rifugio e ripopolamento». A margine dell'annata venatoria si possono rilevare alcuni dettagli. «C'è stato un incremento della presenza di volpi sul nostro territorio - rivela Vittorio Venco - Questi animali hanno abbandonato il loro habitat naturale, ovvero tra i boschi e sulle colline, per avvicinarsi sempre di più al centro abitato. E per noi cacciatori questo fenomeno non è stato positivo, considerando che le volpi vanno alla ricerca dalla selvaggina». Come si spiega l'aumento di questi mammiferi? «Le volpi vanno alla ricerca del cibo per il loro sostentamento e rovistano tra i rifiuti per vedere se c'è qualcosa di commestibile - spiega Maurizio Antoniazzi, segretario del Sindacato Veterinari liberi Professionisti, intervenendo su quest'argomento - C'è da dire che le volpi non arrecano particolari danni alle colture». Ci si ricollega con un problema che spesso ha scatenato diatribe tra cacciatori ed agricoltori, ovvero la presenza di cinghiali. Questi animali, una delle prede preferite dai cacciatori, sono dannosi per le coltivazioni. «Il cinghiale si ciba anche di radici, scavando col muso - prosegue il veterinario - Bisogna aggiungere che, anni fa, esistevano diverse fattorie, mentre oggi la campagna è in progressivo stato d'abbandono e ciò induce gli animali a spingersi verso le città».BR bSimone Delù /b