Stava mangiando, muore soffocata dal cibo
BR b PAVIA./bb Soffocata da un boccone di bresaola all'istituto Mondino. Cinzia Vacchini, una donna che aveva 45 anni e abitava a Pieve Emanuele, è morta due giorni dopo nel reparto di rianimazione del San Matteo. Da una decina di anni soffriva di sclerosi multipla. I magistrati della procura della repubblica di Pavia hanno aperto un'inchiesta per accertare l'esistenza di eventuali responsabilità.BR /b Ecco la ricostruzione di una tragedia che segue di pochi giorni quella, quasi identica, avvenuta nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Matteo. Il 30 dicembre era infatti deceduto un uomo di 60 anni soffocato dal prosciutto. Cinzia Vacchini era malata di sclerosi multipla ed il 27 dicembre è stata ricoverata all'istituto Mondino per un mese di riabilitazione. Doveva solo fare fisioterapia. Le era stata assegnata una stanza a due posti al quarto piano dell'ospedale.BR «Stava andando tutto nel migliore dei modi - spiega il marito Amilcare Grossi - e lei si sentiva piuttosto bene. Ci avevano consigliato di ricoverarla per la fisioterapia. Il medico che la stava seguendo lavora al Mondino e cosi abbiamo deciso di portarla li. Il primo dell'anno siamo stati insieme tutto il giorno. Poi la tragedia».BR Verso le 19.30 del primo gennaio la donna di Pieve Emenuele era nella sua stanza del Mondino dove stava cenando con l'altra paziente. Ha inghiottito una fettina di bresaola che, a causa della malattia che a volte paralizza anche i muscoli della deglutizione, le è andata di traverso. La paziente si è sentita male e la compagna di stanza ha subito lanciato l'allarme. Sono arrivati gli infermieri ed il medico. Sono state eseguite le manovre di rianimazione che, in un primo momento, sembrava avessero ottenuto risultati positivi. Poi c'è stato un peggioramento fatale. Il personale del Mondino ha chiesto l'intervento del 118 e la donna è stata trasportata al pronto soccorso del San Matteo. Le sue condizioni erano già disperate.BR Dopo altri tentativi di salvarla, Cinzia Vacchini era stata ricoverata in rianimazione ma purtroppo aveva riportato gravissimi danni cerebrali per il mancato arrivo di ossigeno al cervello. Ma era ancora viva.BR «Mi hanno chiamato a casa dopo le otto di sera - continua il racconto del marito - era un'infermiera del Mondino che mi doveva passare un medico. Ho subito pensato ad una disgrazia ma certo non ad un soffocamento ma a una banale caduta da una sedia oppure dal letto. Quando mi hanno raccontato cosa era successo sono rimasto di sasso: non riuscivo proprio a crederci. Mi sono precipitato a Pavia e sono rimasto in attesa. Ho parlato con un medico che mi ha spiegato altri particolari. Ma come è stato possibile? Mi rendo conto che con la malattia di mia moglie sono disgrazie da mettere in preventivo. Capisco a casa ma in un ospedale non dovrebbero accadere. Non voglio accusare nessuno. Probabilmente non mi rivolgerò nemmeno ad un legale con la certezza di dover lottare per anni magari per non ottenere giustizia. Ma non ho ancora preso la decisione definitiva. Mi hanno telefonato dalla procura di Pavia e mi hanno detto che domani (oggi per chi legge) sarà eseguita l'autopsia).BR La lotta contro la morte di Cinzia Vacchini si è conclusa giovedi mattina verso mezzogiorno nel reparto di rianimazione quando il suo cuore ha cessato di battere. Ed il marito ha deciso di donare gli organi. «Ne avevamo parlato alcune volte - conclude Amilcare Grossi - e lei mi era sempre sembrata favorevole. Cosi ho dato il consenso all'espianto: almeno i suoi organi serviranno per salvare altre persone. Hanno espiantato tutto tranne le cornee. Cosi mi hanno raccontato in ospedale».BR I funerali di Cinzia Vacchini si svolgeranno, lunedi pomeriggio alle 14.45, nella chiesa parrocchiale di Pieve Emanuele. E' prevista una grande partecipazione di amici e parenti. La donna lascia il marito Amilcare e due figli di 22 e di 17 anniBR
Adriano Agatti