Tribunale, razzo in cancelleria
BR b PAVIA./bb I botti di Capodanno lasciano il segno al Palazzo di giustizia. Un razzo, esploso da un cortile vicino, è entrato attraverso la finestra nell'ufficio della cancelleria civile, al primo piano. Il rogo è stato sfiorato per un soffio. L'oggetto è caduto molto vicino a una montagna di fascicoli e di carta. La sicurezza nel luogo in cui si amministra la giustizia sembera essere sempre meno garantita.BR /b Il fatto è avvenuto la notte di San Silvestro, molto probabilmente dopo la mezzanotte. A quell'ora, per le strade della città, in tanti hanno dato libero sfogo alla gioia per l'arrivo del nuovo anno facendo esplodere petardi, mortaretti e fuochi d'artificio. Un modo di far festa non sempre privo di rischi. E a rischiare, stavolta, è stato il Palazzo di Giustizia. Uno dei luoghi che, a Pavia, dovrebbe godere di un'attenta sorveglianza e protezione. Invece la sicurezza è garantita solo dal custode che, quella notte, tra botti e festeggiamenti, non poteva certo accorgersi che un razzo incandescente era entrato pericolosamente nella cancelleria civile, al primo piano.BR Le impiegate che lavorano nell'ufficio si sono accorte dell'incidente solo al rientro dalle ferie, quindi mercoledi mattina. Hanno aperto la porta e hanno visto il vetro rotto, i frantumi sulla scrivania che si trova proprio sotto la finestra, la tenda bruciacchiata e il razzo al centro del pavimento. Preoccupate che l'oggetto non fosse ancora esploso hanno preferito non toccarlo e hanno avvertito subito il presidente del Tribunale, Piergiovanni Palminota, e il nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri.BR Il razzo è stato esaminato, per verificarne la pericolosità, ma è risultato inerte, privo di carica. La traccia del suo ingresso stava nel vetro rotto della finestra che dà su un cortile. Da qui, forse, il razzo è stato sparato. Potrebbe poi essere esploso in aria e, per effetto della spinta dovuta allo scoppio, penetrato nell'ufficio attraverso la finestra.BR Lo scoppio esterno ha limitato i danni. Se la successione degli eventi fosse stata diversa (quindi prima l'entrata del razzo nell'ufficio attraverso il vetro e poi l'esplosione), gli effetti sarebbero stati devastanti. Tutta la carta presente nella stanza, tra fascicoli e cumuli di documenti sulle scrivanie, avrebbe preso fuoco, con conseguenze facilmente immaginabili. I danni, invece, sono stati per fortuna limitati. Ma l'episodio rinnova gli interrogativi sulla mancanza di sicurezza in una delle strutture più delicate della città.BR
Maria Fiore