«Duomo malato, il Comune deve agire»


VOGHERA. «Il Duomo è indebitato per 500 mila euro. Chi paga? La richiesta di finanziamento alla Regione ha avuto esito negativo. Le fondazioni bancarie non hanno risposto». Cosi il parroco nel suo «biglietto d'auguri» distribuito in chiesa che, dal 6 gennaio chiuderà per lavori.
«Se non si fa avanti il Comune, visto che la chiesa ed il campanile sono della città, tutto graverà sulla parrocchia di San Lorenzo, già oberata dai debiti»: continua cosi il messaggio scritto dal parroco, don Gianni Captini. Che dal «cilindro» degli archivi ha estratto una carta destinata a far rifare i conti su chi deve provvedere: il Duomo con annesso campanile sarebbero di proprietà civica e non ecclesiastica. In soldoni, del Comune. E il tasto viene pigiato dal sacerdote: «Dal Comune ho ricevuto 8 mila euro circa, sono i proventi degli oneri di urbanizzazione che vengono distribuiti giustamente con le altre parrocchie - spiega - Ma il problema è che il Duomo è il monumento cardine della città. Lo stiamo mettendo in sicurezza come parrocchia, ma il Comune dovrebbe farsi promotore di un'iniziativa straordinaria visto che spetterebbe all'ente pubblico intervenire». Lavori fatti, tanti: dalla trincea anti umidità attorno alla chiesa al definitivo rafforzamento del campanile. Spese sostenute, altrettante: un deficit di 237mila euro per il campanile e uno da 206mila per il Duomo; senza contare altre bollette aperte per i lavori sull'intercapedine nord con altri 120 mila euro. Una botta da 500mila euro per difetto. E adesso tocca alla cupola, malandata. Il parroco anticipa la domanda: ma la parrocchia non aveva ricevuto 940mila euro dalla Fondazione Caripolo (tramite Giovanni Azzaretti?). «Certo. Quei soldi sono stanziati e sono importanti - risponde don Captini - ma sono tutti già impiegati. 240 mila per il restauro degli affreschi nelle navate, 300 mila per quelli della cupola. I rimanenti dovremo usarli per iniziare a pagare le fatture degli altri lavori e per avviare i nuovi, determinanti». Dopo l'Epifania il Duomo chiuderà per circa 20 giorni. Si dovranno eliminare alcune lastre d'amianto usate come intercapedini anti-umidità, si sistemeranno gli impianti elettrici e del riscaldamento ma soprattutto si metteranno i ponteggi attorno alla cupola. «Non resterà nulla per il decoro e gli arredi cosi come era previsto - allarga le braccia il parroco - Il Duomo rimarrà cosi mezzo splendidamente restaurato e mezzo vergognosamente grigio e spento. A me non resta che occuparmi del mio primo dovere, le persone. E subito dopo dei debiti da pagare». Messaggio chiaro rivolto, soprattutto, al Comune. Intanto si stanno restaurando gli antichi affreschi trovati durante i lavori. Sono dell'antica pieve, un tesoro storico sotto il Duomo malato e indebitato.

Fabrizio Guerrini